LEGAMI OGGI: SHIBARI (NON TUTTI I NODI SI STRINGONO AL PETTINE)

Da il 18 settembre, 2012

Lo “Shibari” è un’antica arte giapponese che tradotta letteralmente significa “atto del legare” (tessere); in essa sono racchiusi diversi stili ed utilizzi tra i quali l’”Hojojutsu, ossia la capacità di legare e immobilizzare una persona utilizzando corde di vari materiali. La parola “Hojo” è formata infatti dal “Kanji” che significa “catturare”, “Jo” che significa “corda”, e infine la parola “Jutsu”, che indica “abilità”. L’antica arte marziale dell’Hojojutsu prevedeva l’utilizzo di corde per catturare l’avversario, di lì a poco queste tecniche cominciarono a propagarsi anche in ambito artistico, teatrale ed erotico. Alla fine degli anni ’50 per designare l’arte dello Shibari venne coniato un nuovo termine, “ Kinbaku” ovvero “nodi stretti” che stava ad indicare le varie legature artistiche ed erotiche realizzabili con delle apposite corde.

Lo Shibari, o Kinbaku, può avere diversi fini tra i quali il rilassamento totale del corpo e della mente, un’opera d’arte vivente, o una pratica sessuale appartenente al mondo BDSM.  Spesso e volentieri si tende a confondere l’arte dello Shibari con quella del Bondage, ma attenzione, non sono affatto la stessa cosa. Nel Bondage oltre alle corde vengono utilizzati anche altri oggetti, come manette, frustini in cuoio e vari manufatti; nello Shibari ci si affida invece solo ed esclusivamente all’ausilio di corde in canapa o a sottili canne di bambù.

La cultura dello Shibari ha radici molto antiche, nasce nel XV secolo e riflette il legame indissolubile tra il popolo nipponico ed il valore simbolico che essi associavano alle corde. Molte delle loro tradizioni comprendevano l’uso delle corde al fine di creare un ponte di passaggio tra l’umano e il divino. Numerose cerimonie giapponesi  sono state caratterizzate dalla presenza di corde e altri vari legamenti, basti pensare al kimono, che si chiude avvolgendo intorno al corpo lunghe fasce di stoffa, o alle armature militari che erano formate da tasselli di legno legati in maniera elegante con varie fasce. Ogni clan o regione aveva le sue forme di Hojojutsu, tra le funi impiegate vi erano le “Shinabi Nawa” (detta anche corda segreta), la “Hon Nawa”, la “Hayanawa” e “Konawa”.

Inizialmente la pratica Shibari veniva praticata dalla polizia o dai samurai come forma di tortura o prigionia (1400-1700) per catturare i criminali; dato che all’epoca le risorse metalliche scarseggiavano venivano impiegate, per ovviare alla loro assenza, corde di canapa e iuta. Il cosiddetto “Nawa-zeme” fu un metodo di tortura utilizzato al fine di far confessare il crimine al prigioniero: quest’ultimo infatti veniva obbligato a resistere in posizioni particolarmente scomode legato con delle corde che gli causavano atroci dolori in tutto il corpo. Nel corso del XX secolo queste tecniche, da antichi metodi di tortura, si trasformarono in vera e propria arte erotica grazie al maestro Itoh Seiyu che riuscì a trasformare il dolore causato dalle corde in un qualcosa di piacevole ed eccitante. Vennero infatti cambiate le zone di passaggio delle corde, facendo pressione non più sulle zone che causavano dolore bensì su quelle erogene. Quindi una tecnica di schiavitù divenuta col passare del tempo una pratica sessuale.

Lo stile dello Shibari fa riferimento ad altre forme artistiche proprie della cultura e dei costumi giapponesi come “Ikebana” (l’arte di disporre i fiori) “Sumi- E” (la pittura ad inchiostro nero) e “Chanoyu” (la cerimonia del tè).

All’interno della sfera sessuale lo scopo dello Shibari è quello di stimolare l’energia erotica mediante una sorta di rituale che comprende fattori come tecnica, meditazione profonda e carica erotica. Spesso l’atto di “legare” diviene fonte di piacere anche solo guardando il risultato che ne viene fuori: vedere infatti corpi che fluttuano nell’aria, immobilizzati e inermi, quasi in una condizione trascendentale è uno spettacolo che rilassa. Per gli esperti lo Shibari è un’arte basata sull’armonia, sull’estetica e sul piacere. Utilizzando queste corde si crea un’immagine in grado di evidenziare il corpo, sia maschile che femminile, decantandolo in tutte le sue forme. Lo Shibari regala piacere a chi effettua la legatura, il cosiddetto “Nawashi” (creatore o artista della corda); a chi viene immobilizzato, ma anche agli eventuali spettatori che assistono al rituale. Colui o colei che viene legato vive una situazione di paradosso, perché nonostante sia completamente aggrovigliato, l’effetto che prova è quello di assoluta libertà.

Più che ad un atto sessuale concreto lo Shibari punta al raggiungimento di sensazioni profonde, grazie all’utilizzo di queste corde e nodi si creano sul corpo femminile un mix di disegni geometrici che fanno della donna una sorta di tela umana. La consistenza e la tensione prodotta dalle corde sottolineano la morbidezza delle forme corporee, e questo contrasto viene risaltato ulteriormente coinvolgendo modelle dalle forme generose e giunoniche, proprio per creare un gioco di ombre e luci ancora più evidente. La legatura viene eseguita con diverse corde e ogni singolo nodo ha un suo significato storico. Secondo la tradizione del periodo Edo (1600-1868) quattro colori (rosso, blu, bianco e nero) venivano associati alle quattro stagioni, ai punti cardinali e alle quattro creature cinesi (drago, fenice, tigre e tartaruga) ritenute guardiane delle direzioni (sinistra, destra, nord e sud). Il colore della corda utilizzata cambiava a seconda della stagione e il prigioniero veniva catturato e immobilizzato verso la direzione corrispondente ad essa e al colore, rispettando in tal modo i parametri cosmici prefissati. Il processo di finitura di una corda di canapa richiede tempo e pazienza: inizialmente viene fatta bollire e asciugare, dopodiché vengono bruciati ed estratti i filamenti in eccesso che fuoriescono dalla corda, per poi frizionarla con dell’olio di visone. Al termine di questi passaggi la corda di canapa raggiunge la perfetta consistenza mantenendo il nodo in maniera soddisfacente. Inoltre, a differenza delle corde sintetiche, procura minori abrasioni in seguito ad eventuali sfregamenti sulla pelle. L’arte e la capacità di posizionare i nodi per stimolare i punti energetici del corpo (Tsubo) e la tecnica di pressione derivano dallo Shatsu. Un Nawashi esperto di Shibari possiede tutte le capacità necessarie per far cadere i nodi nei punti giusti: solo che in questo caso la pressione non viene esercitata dalle dita del terapeuta, ma dai nodi delle corde.

Lo Shibari a differenza di quello che può sembrare è un’esperienza che coinvolge corpo, mente e spirito, e raramente è finalizzato ad un atto sessuale completo ed esplicito; è più un gioco che permette di esplorare e conoscere a fondo il proprio essere, un atto che consente alla persona legata di giungere ad uno stato di assoluta ricettività e consapevolezza. Questa tecnica in Europa è poco conosciuta, tant’è che spesso lo Shibari viene relegato nell’ambiente BDSM. Queste pratiche richiedono studi approfonditi e non possono essere messe in atto da principianti poiché i rischi a cui si potrebbe andare incontro sono innumerevoli e soprattutto pericolosi. Nelle varianti dello Shibari “sessuale” vi è il cosiddetto “Breath control”, ovvero il controllo del respiro che conduce a un determinato livello di anossia cerebrale. Secondo alcune tecniche erotiche estreme il soffocamento produce una sensazione simile all’orgasmo. Quindi una tecnica particolarmente pericolosa, che richiede notevole perizia, onde evitare che l’anossia arrivi a livelli tali da provocare la morte.

Tra le varie tecniche e utilizzi dello Shibari troviamo:

– DORSO DI TARTARUGA o HON KIKKON: tecnica giapponese che consente di bloccare con le corde la parte superiore del corpo dell’altro creando un disegno che ricorda appunto il dorso scolpito di una tartaruga.

SUKARANBO:  particolare tecnica Shibari stimolante, di per sé è abbastanza semplice da realizzare. Si tratta di una corda che viene fatta passare sulle zone intime, fissandola intorno alla pancia. L’unica vera difficoltà risiede nel posizionare in maniera corretta i vari nodi che andranno a stimolare gli organi genitali.

NODO QUADRATO: trattasi di un nodo molto particolare, non molto sicuro ma estremamente scenografico.

La tecnica dello Shibari è un’arte a tutti gli effetti che esige professionalità. Molte sono le località che ospitano questa pratica accurata, per esempio a Barcellona ci sono vari locali che offrono la possibilità di imparare i segreti di quest’usanza giapponese. Il Fetish Cafè o il Nido dello Scorpione accolgono e ospitano tutti gli interessati e i curiosi che desiderano avvicinarsi e conoscere meglio l’antica arte dello Shibari. Questo mondo è aperto a tutti, l’unica raccomandazione è : non tirare troppo la corda!

 

About Fabiana Salucci

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*