PIANETA BDSM: IL TRAMPLING (ATTENTA A DOVE METTI I PIEDI!)

Da il 4 settembre, 2012

Prima puntata di una portentosa rubrica erotico-scientifica curata da Fabiana Salucci, mesmerica studentessa in Sessuologia presso l’Università de L’Aquila. Altro che “Cinquanta sfumature di grigio”, e via (s)colorando. Fabiana, che ha 26 anni e vive ad Avezzano, che è del toro ascendente capricorno, che quindi dovrebbe essere alquanto dominatrice ma lei, da brava promessa sessuologa, preferisce volare alto ed equidistante, e si ammanta nel suo mistero, ci guiderà, saggi e studi alla mano, alla scoperta del favoloso mondo del sesso alternativo. Buona lettura!

La sigla “BDSM” rappresenta la somma di differenti acronimi, le quattro iniziali indicano un insieme di pratiche erotiche/sessuali dove vi è uno scambio di potere/sottomissione, piacere e dolore allo stesso tempo. Queste pratiche “estreme” vedono come protagonisti due soggetti che impersonano (a loro piacimento) colui/colei che domina e colui/colei che si sottomette.

La sigla “B” indica “BONDAGE” termine inglese che significa legame, quindi racchiude tutte quelle pratiche che vengono messe in atto mediante l’utilizzo di oggetti come lacci, corde, nodi etc. La “D” sta per “DOMINATION” ed è riferito al piacere di lasciarsi guidare, dominare o meglio trasportare con totale inerzia dal partner. Infine “ S” ed “M” indicano “SADISMO” e “MASOCHISMO”.

Il DSM-IV (Manuale diagnostico e statico dei disturbi mentali) in riferimento al sadismo sessuale afferma che la focalizzazione parafilica implica azioni in cui il soggetto ricava eccitazione dalla sofferenza fisica e psicologica della vittima. C’è da dire però che non sempre la vittima è davvero tale, nel senso che la maggior parte mette in atto i propri impulsi sessuali sadici con un partner consenziente (quindi presumibilmente affetto da masochismo sessuale) che si sottopone tranquillamente e con propria volontà al dolore e alle umiliazioni. Mentre per quanto riguarda il masochismo sessuale, sempre il DSM-IV, ci dice che esso consiste nell’atto di essere umiliati, percossi, legati, etc. Gli atti masochistici che in genere vengono ricercati con l’altro includono l’imprigionamento, l’essere bendati, “calpestati”, feriti con armi da taglio, per poi arrivare alle più disparate umiliazioni (come farsi urinare o defecare addosso, pratiche meglio conosciute come “pissing” o pioggia dorata, e “scat”). Al contrario del sadismo, nel masochismo la soddisfazione sessuale si raggiunge mediante la sofferenza psicofisica a cui ci si sottopone. Questi “disturbi” si riscontrano sia all’interno delle dinamiche di coppia etero che omosessuali.

Una delle tante pratiche estreme su cui ci soffermeremo maggiormente in questo caso è il cosiddetto “ TRAMPLING”. Il termine deriva dall’inglese “to trample”, che significa calpestare. Trattasi di una pratica sessuale che discende il più delle volte dalla fantasia erotica maschile, e consiste nel trarre piacere facendosi calpestare dalla propria partner, sia a piedi nudi, sia indossando calzature sportive, tacchi o stivali.

Il piacere del trampling essendo legato alla sensazione di dolore e umiliazione viene considerata spesso una pratica sadomasochistica. Tutto rientra nel quadro di una coppia dove c’è chi domina e chi si sottomette. Nella coppie che praticano “trampling” solitamente il ruolo della dominatrice, tutta agghindata e rivestita con tutine di latex e vertiginosi tacchi a spillo, viene incarnato dalla donna (definita “MISTRESS”  ovvero “padrona”, “ dominatrice”, o qualora si tratti  di un uomo viene utilizzato l’appellativo “MASTER”). Il ruolo rivestito dalla mistress è in posizione di superiorità nei confronti dell’uomo o della donna che le sono sottomessi assumendo a loro volta il ruolo dello/a “slave” (schiavo) che si eccita grazie al dolore provocato dal calpestamento.

Veramente curiosa è la tipica relazione che si viene ad instaurare tra i due la c.d. “24/7” dove fra mistress e slave si crea un rapporto a tempo indeterminato, assieme stipulano un vero contratto,  in cui lo slave dedica tutte le sue energie alle richieste della mistress, servendola quotidianamente 24 ore su 24. Un ulteriore fenomeno in espansione è quello delle “PRO-DOM”, ovvero donne che esercitano il ruolo di mistress come una vera e propria professione, chiedendo denaro in cambio di prestazioni sessuali. Tra le tecniche utilizzate dalla Mistress nell’esercizio della dominazione c’è l’atto di costringere lo slave ad azioni di adorazione (ad esempio il FEETLICKING) cioè viene obbligato a leccare i piedi della dominatrice.

Ogni persona ha una zona “erogena” preferita per farsi calpestare, il più delle volte le zone per eccellenza sono gli organi sessuali, le mani, i glutei, la testa, i capezzoli e la schiena. L’atto sessuale in quanto tale non è parte del trampling sebbene possa seguire la masturbazione al ricordo di quell’esperienza. Difficilmente infatti la coppia dopo aver messo in pratica questa perversione raggiunge il climax del piacere, ovvero l’orgasmo, poiché è strettamente legata a uno stato di sola eccitazione. E’ importante sottolineare che il trampling viene effettuato nella maggior parte dei casi da individui entrambi consenzienti e soprattutto “complici”. Non a caso le zone da sottoporre a calpestamento e le modalità con le quali realizzarlo vengono decise di comune accordo, così come eventuali “SAFEWORD” ovvero segnali adottati dal calpestato per segnalare il raggiungimento del proprio limite di sopportazione.

Esistono diverse varianti del trampling:

MULTITRAMPLING: dove il sottomesso viene calpestato da due o più persone (vengono organizzati dei veri e propri “party” dove gli invitati camminano e calpestano più slave “stile tappeto”).

FEMDOM: Female Domination indica appunto il ruolo di dominazione esercitato da una donna su un uomo o su un’altra donna a lei sottomessa nell’ambito di una pratica sessuale. A queste seguono tutta un’altra serie di pratiche particolari dove ad essere utilizzati sono oggetti come scarpe di ogni genere o semplici calze di nylon, fino a casi più estremi in cui per aumentare la pressione si schiaccia lo slave sotto lastre di diversi materiali o salendo sopra altri oggetti ( in quel caso bisogna avere sicuramente una buona capacità di equilibrio). Quando la mistress pratica il trampling munita di tacchi a spillo deve ovviamente avere molta accortezza, deve saper dosare bene la pressione esercitata dal proprio peso al fine di evitare spiacevoli incidenti come potenziali lesioni. Il rischio di fratture e/o incrinature infatti è alto tanto quanto quello di lasciare segni permanenti sull’uomo che viene calpestato. Diverse sono le terminologie e le ulteriori pratiche legate al trampling:

SOFT TRAMPLING: trattasi di un tipo di trampling delicato simile ad un massaggio erotico.

HARD TRAMPLING: contrariamente al soft viene effettuato in maniera molto energica.

BAREFOOT TRAMPLING: effettuato a piedi nudi.

-HIGH HEELS TRAMPLING: effettuato utilizzando tacchi alti.

STOMPING: si calpestano le varie parti del corpo battendo con la pianta del piede.

FACE STANDING: ci si erge sul volto dello slave.

HUMAN TRAMPOLINE:  dove il calpestamento avviene con dei salti sul corpo.

Infine il più estremo in assoluto è sicuramente il “COCK CRUSHING” che consiste nello schiacciare gli organi sessuali del sottomesso. Mentre viene calpestato lo slave trae piacere ed eccitazione anche solo guardando la mistress armata di tutto punto che incombe e padroneggia su di lui.

Il trampling è molto diffuso ed apprezzato negli USA e all’estero in generale, tant’è che l’industria pornografica ha spalancato le porte a questa nuova pratica estrema. Il trampling indubbiamente genera curiosità, ma quando il presunto “trampler” sente il bisogno compulsivo e costante di osservare e/o praticare lo schiacciamento al fine di ottenere una “vera” eccitazione sessuale, in quel caso può essere vittima di un comportamento parafilico di tipo disfunzionale. Rifugiarsi in queste pratiche è spesso un modo per sfuggire dalle consuetudini, un modo per restituire sapore alla coppia, per riaccendere ardori ormai quasi spenti e sopiti; tuttavia il rischio in cui ci si imbatte è quello di dover man mano alzare sempre di più la posta in gioco per ottenere quanto desiderato. Come affermato in precedenza entrambi i protagonisti di questo “gioco” sono consenzienti nel decidere i ruoli di chi domina chi, tanto che è uso comune accordarsi giorni prima per stabilire su cosa verterà il prossimo incontro e le regole del c.d. “SAFE-SANE-CONSENSUAL” che tradotto significa “SICURO-SANO e CONSENSUALE”,  tali regole impongono che lo slave possa concludere l’atto di sottomissione in qualsiasi momento, semplicemente pronunciando una parola chiave o di sicurezza (SAFE-WORD). In alcuni casi la safe-word viene sostituita da gesti come alzare o aprire la mano. La pratica del trampling spesso viene accomunata ad altre tecniche “fetish” come l’utilizzo di vestitini in latex, il bootworkshopping ( l’adorazione per gli stivali) ed il “pet-play” (meglio conosciuto come pony-play) in cui lo slave si finge un animale scelto dalla mistress, fino all’uso di un vero e proprio collare adornato con borchie e spuntoni di metallo che viene donato dalla mistress al suo schiavo. Prima di concludere è bene sottolineare che i ruoli che vengono stabiliti nella maggior parte dei casi rimangono gli stessi, ovvero la persona assume sempre lo stesso ruolo perché più consono e affine alla sua natura psicologica, e perché no, anche fisica.

 

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