AMELIE TRITESSE: IL ROCK’N’ROLL QUOTIDIANO E SINCERO

Da il 18 febbraio, 2012

E poi di colpo spuntano gli Amelie Tritesse. Arrivano con un’esclamazione impertinente: “Cazzo ne sapete voi del Rock’n Roll”.

Saltano fuori dal panorama musicale italiano con l’intenzione di fermarsi a raccontare, come cantastorie all’angolo: un sorriso per invito, un’allegra battuta e siam fermi lì anche noi con la voglia di ascoltare.

“Cazzo ne sapete voi del Rock’n Roll” è infatti un progetto strambo di reading musicale, scanzonato e allegro che si articola in racconti semplici di vita provinciale, narrati su un tappeto musicale a sottolineare, movimentare, incalzare e rallentare le atmosfere casalinghe dipinte dal quartetto.

Gli Amelie Tritesse vengono  a proporci un mini-viaggio fra gli svincoli di una cittadina abruzzese, ci guidano con allegria e noi ci lasciamo condurre volentieri dalla voce narrante di un fratello maggiore. Manuel Graziani  dipinge per noi piccole memorie divertenti, accompagnato dalle sonorità intessute da Giustino Di Gregorio e dalla ritmica di Stefano Di Gregorio la quale scandisce senza invadere il narrato accellerando con grazia o smorzando i toni a seconda della fabula e dell’intreccio. Le storie restano in sospeso, di quando in quando, e ci danno il tempo di gustare il paesaggio quando alla voce narrante si alterna quella cantata di Paolo Marini. I racconti sono infatti intervallati da vere e proprie canzoni, leggere e delicate, che calzano perfettamente con l’ambientazione proposta dalla band in questo cd-libro contenente dieci tracce in tutto. Momenti di vita provinciale disegnati tra parole e musica, tra frasi narrate, cantate, suonate. Uno stile acustico articolato fra pianoforte, chitarre ed elettronica pulita. La parola chiave di questo progetto è “semplicità”, uno sguardo divertito si proietta su episodi della vita quotidiana di una Teramo Rock’n Roll onesta e spontanea che vuole essere raccontata con scanzonata dolcezza e qualche parola in gergo a sottolinearne la genuinità.

Il cofanetto include inoltre una raccolta di racconti illustrati da Fabrizio “Pluc” di Nicola, per completare a livello figurativo quello che è un piccolo itinerario di vita vissuta. L’ascoltatore viene proiettato tra immagini, parole e musica, e accompagnato delicatamente fra i vicoli e le stanze di una quotidianità provinciale che racchiude molto di più che piccoli eventi e si propone di delineare con uno sguardo morbido quella che è la familiarità di luoghi, persone e momenti di vita semplici ma preziosi e carichi di creatività.

Gli Amelie Tritesse ci fanno l’occhiolino, divertiti, quasi a dirci che tutto quello che sappiamo del Rock’n Roll è una serie di stupidi clichè. Il Rock’n Roll si annida tra le stradine di un’innocua cittadina abruzzese.  E dunque, come ogni storia che si rispetti, anche questa serie di racconti propone una morale: il Rock’n Roll non è solo sesso, droga e chitarre spaccate. Qui il Rock’n Roll lo insegnano la nonna, una macchina scassata e un paio di pantaloni fradici. Cazzo ne sapete voi del Rock’n Roll allora?

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One Comment

  1. Manuel

    18 febbraio 2012 at 14:19

    grazie mille, amici…

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