SOGNO DI PIÙ NOTTI ALL’ARENA, DI MEZZA ESTATE

Da il 6 settembre, 2012

A colorare la mente e o l’immaginario estetico mentre sta per scivolare il sipario dell’estate,

in dolce quadratura virginiana,

è il dolce ricordo appena vissuto di una sosta vacanziera nel nostro nord, nella splendida cornice dove svettano montagne grattacieli, dove il lago è profondo e iridescente e 

le città sorvegliano gli innamorati.

Faro delle nostre tappe -incontri, Verona, che lungi dal rifiutare il proprio nome,

è palcoscenico naturale per l’epos shakespeariano,

quando la luna si specchia nell’Adige e canta l’amore in ginocchio.

Verona, lastricata di marmo bianco, accompagna i visitatori a melomania nuova.

Per sigillo un titolo, “L’amore dà spettacolo”, Festival 2012 dell’ Arena, a corollario anticipato del prossimo anno quando ricorrerà il  Festival del Centenario,

di quelle celebri arie che daranno 100 motivi per festeggiare il 2013.

Quest’anno, sotto la magistrale direzione artistica  di Messier Franco Zeffirellila caducità e l’epopea dell’ amore ha tessuto le trame come Fil Rouge, moltiplicandone interpretazioni e  trame.

Nel nostro viaggio abbiamo potuto applaudire in prima persona, insieme a migliaia di americani, orientali e russi entusiasti, vicinissimi   agli epicentri dell’azione scenica e musicale per altro, la Grande Opera.

Dalla premier fou del Don Giovanni, capolavoro mozartiano, che sigla la nona interpretazione sotto la guida del  nostro Maestro Franco. 

Opera -personaggio in perenne fuga emozionale a cui fa appello la verità e la bugia e l’incarnazione dell’Uomo visto come volontà di sfidare.

Alla Tosca, con una splendente Martina Serafin, che acceca per magia interpretativa e canora.

Tosca che dissoluta inganna e si auto-inganna.

La Turandot,  principessa glaciale dell’est, che ribolle come terzo indovinello d’amore.

Romeo e Giulietta, perfetti in assemblaggio all’Arena e alla città

Carmeneroina erotica , femminile, lussuriosa, dove la musica si fonde con la danza.

Aida,  emblema di storia, ardente sacrificio.

Tutto questo, arricchito da scenografie mozzafiato, arie e motivi celeberrimi, l’orchestra e il coro magistralmente possenti, 

la luna vera che fa da fondale naturalistico, le candeline tradizionali che ci immergono nell’avventura e un ottimo servizio bar per potersi rinfrescare e brindare, fanno della grande Piazza Brà un palcoscenico monumentale.

L’Arena ha accolto e rilasciato due melomani nuovi.

Innamorati, di tutto.

Nel nostro cuore il conto alla rovescia per l’estate del centenario del 2013, è già cominciato. Forte, chiaro, tenorile.

 

 

 

 

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