UNA NOTTE MATTA, NO-NONSENSE E NO-WAVE POP, COI CIVIL CIVIC

Da il 26 luglio, 2012

Ed eccoci al secondo appuntamentoIl concerto si tiene al Matta, a causa della combo mal tempo-amministrazione comunale, che continua simpaticamente a negare l’utilizzo del parco pubblico per la manifestazione musicale, l’Indie Rocket Festival.
Dopo i neozelandesi Orchestra of Spheres, questa volta è il turno dei Civil Civic già coprotagonisti dell’edizione scorsa. Sul palco Aaron Cupples alla chitarra e Ben Green al basso, rumorosi e al tempo stesso melodici, non mancano di scuotere anche l’ascoltatore più scettico. Vestiti di nero, portano pantaloni attillati e scarpe a punta, suonano su gambe molleggianti in un bizzarro e grazioso gioco di luci e colori che ipnotizza lo spettatore.
Su uno sfondo piuttosto essenziale, composto da una poltrona ottocentesca, qualche panchina di legno dove poggiare qualche bicchiere di troppo – vuoto – e un pianoforte, il duo australiano strumentale suona agguerrito con al centro la sua fedele beatbox, al quale sono affidati la batteria e alcuni effetti sonori.
Parere univoco che live rendano molto più che su disco, ancora una volta riescono a esibire a trecentosessanta gradi il loro calderone di influenze prog, electro, indie, dance, math, compenetrando perfettamente piano visivo e uditivo, travolgendo il pubblico in un’atmosfera idrofoba.
Autodefinitisi “instrumental no-nonsense no-wave pop”, i Civil Civic hanno confermato martedì sera le aspettative comuni, concludendo la loro performance con una delle loro canzoni più famose – e tra le mie preferite – Less unless, con le sue esplosioni noise.
Non resta che aspettare il prossimo appuntamento dell’Indie Rocket, l’8 agosto, per un’altra dose di sana musica senza frontiere.

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