“Impossibile staccare la spina ai Subsonica”

Da il 12 dicembre, 2011

Subsonica era bello ma aveva un nome del cazzo, Amorematico faceva cagare, Terrestre era un disco di merda. L’Eclissi, così così. Non siete mai più riusciti a bissare Microchip emozionale.”
Ebbene sì, sono passati più di10 anni. Samuel &co però sembrano non accusare affatto segni di stanchezza. L’ultima loro fatica discografica intitolata Eden li ha visti protagonisti di un tour estivo sold-out, li ha spinti verso un’impresa che pochi altri gruppi rock italiani possono vantare: un intero tour teatrale tutto-per-loro.
Per i fedeli alla linea è stato un duro colpo anche soltanto provare a immaginarseli in vesti così seriose; ma vista, infine, la grande affluenza al concerto pescarese, significa che la curiosità e l’affetto hanno decisamente avuto la meglio.
Il 7 dicembre scorso i cinque from Torino parcheggiando sulle rive del nostro modesto fiume, con un bus a due piani da far invidia all’Arpa, sono sbarcati, con incrollabile simpatia e dedizione, in un’aria distesa d’altri tempi.
Alle 21e40 Samuel e il suo panama hanno dato il via alle non danze.
Dopo10 anni basta con i balletti, le vocali aperte e le coreografie improvvisate, questo è uno spettacolo studiato.
Sotto palco le poltroncine stringono come una camicia di forza e con l’ultimo lavoro non devo esser stata la sola a pensare che fossero trascorsi secoli dalle atmosfere rarefatte dei primi album; ma è solo procedendo con la scaletta, che il teatro Massimo inizia a colorarsi. Alla quarta canzone il quintetto è riunito, combattivo e circospetto.
Il loro affiatamento è lampante, e il formato live sta qui a testimoniarlo. Battute,occhiatacce e risate incorniciano la bellezza del raccontarsi attraverso la genesi dei propri pezzi.
Una dimensione decisamente più umana e più intima, con esecuzioni e riarrangiamenti impeccabili ma, soprattutto, con una scelta dei brani talmente oculata da non annoiare nemmeno i fan più veterani.
E’ un viaggio nei loro anni. Non si è più assuefatti dalla promozione. Presoblu cede il passo a Strade, Giungla nord è incantevole ,Mellow mood spalleggia con Angeles e alla fine saranno soltanto tre gli estratti da Eden.  È un live da metabolizzare. È un lavoro da metabolizzare per chi, come me, li aveva pensati, steccando, non soltanto morti, ma sepolti dal peccato più imperdonabile: la commerciabilità.

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