IN VIAGGIO WAVE CON MISS TYING TIFFANY

Da il 6 febbraio, 2012

La quarta opera da studio di Tying Tiffany, artista padovana, si propone come una  sorta di viaggio sensoriale attraverso una serie di stati di coscienza che hanno dell’ipnotico.

Distaccandosi dai richiami riot dei suoi precedenti lavoriTying Tiffany offre una versione di sé più matura e consapevole destreggiandosi in un tappeto musicale wave, con richiami a Ladytron e Goldfrapp, che eleva la sua voce oltre le dinamiche convenzionali del cantato in  un sofisticato gioco di echi sonori.

Con “Dark Days and White Nights” si viene catapultati in una dimensione onirica in cui l’ascoltatore si disperde assistendo a scenari diversi che cambiano di traccia in traccia ma mantengono costantemente collegati ad un fil rouge ultraterreno potente e visionario.

L’uso dei synth e degli echi nella voce ci proietta in un panorama a tinte sfumate e ci concede il lusso di sperimentare, guidati dalla stessa Tying Tiffany, un’esperienza che non coinvolge soltanto l’ascolto, ma i sensi.

Tracce come “New Colony” e “Sinistral” creano una sorta di dipendenza uditiva che avvince l’ascoltatore in ritmi ripetuti, loop sonori e richiami vocali.

Le chitarre si dipanano senza invadere la linea principale che è quella della voce, la quale procede con eleganza sul tappeto rosso strumentale proponendosi con sensualità.

Notevole anche l’intro di “5 A.M” articolato fra ritmi tribali effettati e un cantato che la fa da padrona liberandosi dagli echi presenti nelle altre tracce e offrendosi all’ascolto in maniera immediata e pulita, è Tying Tiffany a creare l’effetto questa volta, senza l’ausilio di sdoppiamenti artificiali e giocando con la sua voce in maniera più naturale. Le chitarre intervengono  dando profondità e completando il pezzo.

Una perla dell’album è la collaborazione con John Koester in “Lepers of the Sun“, brano accattivante in cui il gioco fra le due differenti timbriche vocali, quella profondissima di Koester e quella più evanescente di Tiffany, inchioda l’ascoltatore in un’atmosfera ossessiva e vagamente oscura.

L’album si conclude sfumando. Un’ eco che si perde nel tempo in uno stridio finale. Una sorta di avventura cosmica che ci lascia confusi ed ammaliati, in testa ancora gli echi sottili e magici creati dalla sapiente trama di onde sonore che l’artista ha saputo intessere con classe e sensualità imprimendo nell’ascoltatore la sensazione di voler ripartire, riprendere il viaggio, perdersi nel labirinto da capo.

 

 

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