INTERNET SALVI LA MUSICA POPOLARE ITALIANA

Da il 26 luglio, 2014

artizz162E’ disponibile online musicapopolareitaliana.com, il portale totalmente dedicato alla musica popolare. Un contenitore interattivo consacrato a quel patrimonio che seppur frammentato rappresenta sempre una potente arte espressiva ‘del popolo e per il popolo’.

Il portale, diviso in aree tematiche, geografiche e stagionali, vanta già 1500 artisti e gruppi, 15.000 video musicali e migliaia di eventi, con una media mensile di 13.000 utenti e oltre 22.000 utenti sui social network, numeri che raccontano la musica popolare non di certo come una realtà vecchia e di nicchia. Oltre a contenere vari blog offre opportunità di lavoro attraverso annunci rivolti ai singoli ma anche ad aziende, fondazioni ed enti locali e nazionali.

E se da un lato, come per tutti gli aggregatori, l’idea è quella di creare una Community della musica popolare facendo incontrare passioni e talenti di quei mondi talvolta un po’ isolati – sia nella produzione che nella fruizione – dall’altro, in una logica d’impresa, si pensa a questo tipo di musica, così legato ai luoghi e alle tradizioni, come un’autentica e grande risorsa per lo sviluppo e la promozione del territorio.

La rete può creare un ambiente partecipativo senza annullare gli spazi ‘veri’. Spazi normalmente legati alle feste, alle tradizioni, al ciclo delle stagioni, che spesso restano poco conosciuti e fuori dai grandi circuiti.

Gli ambiti musicali del portale vanno dal foklore (dalle radici alle rivisitazioni) all’underground o alle espressioni orali di affabulazione musicale e alla musica antica, fino ad arrivare alla musica dei ‘nuovi italiani’, le orchestre multietniche. La musica popolare non ha confini precisi proprio perché nel vecchio e nel nuovo propiziare ed esorcizzare c’è qualcosa in comune fra tutte le culture, e qualcosa di simile unisce le genuine rappresentazioni delle paure, delle gioie e delle speranze umane.

Il progetto, realizzato da New Media Farm in collaborazione con Triumph Group International e presentato all’Auditorium Parco della Musica di Roma, prevede anche un lavoro di ricerca e di realizzazione di archivi digitali per preservare materiali che rischiano di essere persi.

Suona ormai retorica quella domanda che anni fa poteva sembrare una provocazione: “può un prodotto culturale tradizionale entrare in contatto con le nuove tecnologie e le nuove tendenze?”. Antonio Giordano della Compagnia Daltrocanto, seduto accanto a me alla conferenza stampa, credo non abbia dubbi: posa la sua zampogna lucana – strumento di duemila anni fa – che ha appena suonato in sala e controlla sul suo telefono Linkedin e facebook. Sembra così quindi, la musica popolare italiana crede in questo ‘contatto’.

 

 

 

About Francesca Ventura Piselli

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