MAURO DI MAGGIO, L’ULTIMO CANTAUTORE PURO

Da il 17 aprile, 2013

411027_10150665329951897_1149592965_oNella mia vita da musicista mi capita spesso di dividere il palco con altri musicisti, alcuni di questi al mio stesso livello, altri decisamente più in alto. Potrei
avere una storia da raccontare per ognuno di loro, ma non avendone il tempo e
magari rischiando di annoiarvi, posso solo dirvi che, contrariamente a quel che si
pensa, almeno nel mio caso, più l’artista è famoso, più percepisci una umiltà di
fondo e una disponibilità che non avresti mai pensato potesse appartenergli.
Io ho scelto di parlarvi oggi di Mauro Di Maggio, cantautore romano, per me l’ultimo
vero cantautore che abbiamo in Italia, e ho scelto lui per vari motivi che provo ad
elencarvi qui sotto. Mauro è un poeta che gira in cinquecento (vecchio tipo),
sempre con la chitarra in spalla e un giubbotto nero aderente al fisico asciutto da
ragazzino. Ha un viso da bimbo malizioso, con i capelli sempre perfetti. Mauro non
ama molto parlare di se, è una persona molto riservata e si limita a fare il mestiere
d’autore di canzoni, per se stesso e, a volte, anche per gli altri. La sua voce ha gli
stessi suoni e le stesse tonalità sia quando parla che quando canta, quindi la
riconosci subito. E’ una persona che si mette continuamente in gioco con gli altri.
Non teme confronti. Non teme critiche. Non teme rivalità.
Sono stato suo ospite con il mio gruppo svariate volte a uno spettacolo
settimanale da lui inventato, il Garlic Show, una sorta di vetrina musicale, dove
artisti noti e meno noti si confrontavano. La forza di Mauro è tutta lì. Nonostante un
Sanremo alle spalle, nonostante alcune sue canzoni siano arrivate al primo posto
in Hit Parade (una su tutte “non ti voglio fermare”), nonostante collaborazioni
importanti in radio ed in tv (di cui parleremo nell’intervista), Mauro divideva il
palco del Garlic Show con artisti come noi, gente comune che sbarca il lunario e la
forza ancor più grande è che riusciva a coinvolgere in un progetto così
straordinario anche altri artisti famosissimi. Incrociammo la Turci, Samuel, Momo e
tantissimi altri che erano lì in questa enorme festa dove la protagonista vera era la
musica e noi altri il contorno di una notte magica che si ripeteva ogni lunedì. Il
Garlic è lo specchio della personalità di Mauro, sempre disponibile, mai al centro
dell’attenzione, un artista umile, originale, che passa dalla sensibilità di una
canzone come “non ti voglio fermare” fino all’ironia spiazzante di “tunga tunga sotto
la doccia”.
La tua carriera cantautoriale si contraddistingue per il passaggio naturale che è
dentro di te nello scrivere canzoni intense come “non ti voglio fermare” e poi
scriverne una ironica come “tunga tunga sotto la doccia”. Quanto c’è di vero nelle
tue canzoni?
«Nelle mie canzoni di vero c’è il mio modo di pensare, la mia fantasia e
spesso le mie esperienze personali e vissute».
“Non ti voglio fermare” è un po’  la canzone che ti ha cambiato la vita, prima in
classifica quell’anno e tormentone delle Radio. Tuttavia sei rimasto sempre il
Mauro Di Maggio che tutti conoscono. Qual è il segreto di tanta umiltà nel
rapportarti con i tuoi fans?
«Non c’è nessun segreto. Penso solo che ogni persona è identica a me ma completamente
differente nel vissuto e nelle caratteristiche.
Questo mi porta a considerare chiunque sullo stesso piano e sono
sempre curioso di conoscere parlare e confrontarmi. Non sono più di nessuno e nessuno è più di me potenzialmente».
Sei stato anche protagonista di un programma radiofonico su Radio Due assieme
ad Ambra Angiolini, che successivamente ti ha anche voluto in un suo
programma televisivo piuttosto noto (“Stasera niente MTV). Cosa ha contribuito più
di qualsiasi altra cosa a questo sodalizio con la Angiolini?
«Hanno concorso la stima reciproca e l’amicizia. In questo ordine».
Mauro Di Maggio non è solo un cantautore fine a se stesso, ma è stato anche
autore di brani cantati da altri musicisti. Qual è il brano a cui sei più affezionato tra
quelli che hai scritto e girato ad altri artisti?
«Al momento non ho scritto numerosissime canzoni per altri quindi sono affezionato a tutte. Ovviamente l’ultima che ho scritto e consegnato ad Antonino “La lontananza” è la novità, ma è amata da me come tutte le altre».
Quando si parla di te, non si può fare a meno di parlare anche di “Sigle”. Quando
sono venuto ad ascoltarti in quel di Roma, arrivava il famigerato momento de “Le
Sigle di Mauro Di Maggio”. Sostanzialmente, cosa sono le “sigle”?
«Le sigle sono musica e canzoni per dare il benvenuto quando si arriva e “l’arrivederci” quando si va via,
possibilmente in allegria!»
Hai avuto l’onore di aprire il concerto di una Star di fama mondiale (l’unico italiano
a cui è stato permesso). Parliamo di Britney Spears e del suo tour che toccò anche
l’Italia. Come fu l’impatto con un simile enorme pubblico e cosa hai provato?
«IMPATTO ENORME! Un ricordo mitico. Pensando che oggi il singolo “Scream and shout” lo adoro, e soprattutto
che ha duettato col mitico Will I Am. Un bel legame».
Sei stato ideatore di un evento che settimanalmente portava a Roma un mare di
gente ed artisti da tutta Italia (spesso volti noti). Il Garlic Show. In cosa consisteva
questo appuntamento settimanale? Tornerai a farlo?
«L’appuntamento era un salotto musicale di amici e artisti dove la regina
era la musica e tutti si era li per amarla soprattutto, per viverla suonando e ascoltando.
Lo rifarò quando avrò superato la stanchezza accumulata nei 5 anni
trascorsi lì».
Molti mi hanno chiesto di sapere su tuoi progetti futuri. Quando ti rivedremo e
dove?
«Sto preparando le mie nuove canzoni e il mio quarto album,  quindi presto e ovunque».
Mauro, un consiglio tuo a tutti coloro che si affacciano al mondo della musica.
«Quello in cui crederete con fede e determinazione avverrà per certo!».

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