LA MUSICA LIQUIDA DI KYLE

Da il 13 marzo, 2012

Kyle è un progetto solista che vede Michele Alessi (già Vinsent, DistapeCaptain Quentin e Maisie), in veste totalmente acustica, cimentarsi con dieci tracce in lingua inglese che scorrono sgocciolando piano, tenendo fede al titolo stesso dell’album che richiama l’idea dell’acqua applicata alla musica. Questa è infatti acqua in forma sonora, piccole onde sulla spiaggia che si increspano delicatamente man mano che l’album procede di canzone in canzone, offrendoci un panorama in cui la cura del dettaglio tra maracas, archi e ukulele, diventa una piacevole e sottile mania.

“This is water” ricorda i Kings of Convenience e come loro ci catapulta in un mondo scanzonato e a tratti malinconico, fatto di sonorità squillanti ma delicate. L’album si apre con “Last Days“, pezzo accattivante e irriverente in cui le farfisa fanno da tappeto ad un arpeggiato acustico magistrale mentre “How to fix a wrong night” dona all’album un momento di ritimica più scandita. “Clandestine song“, morbida e nostalgica, offre invece alla voce di Michele l’occasione di farsi più sospirata in un cantato che ci trascina in atmosfere dolciastre. Con “Green Sea” lo sguardo si perde sul panorama sognato e l’album si chiude sfumando lentamente.

Ciò che rende “This is water diverso da ogni altra produzione è uno strano ed affascinante gioco fra complessità e semplicità, uno studio ossessivo nella ricerca di effetti sonori di gusto che però non annoia e non si rivela che in un gradevole insieme. Il risultato di tanto lavoro riesce infatti ad afferrarci per le orecchie e a tenerci attenti all’ascolto, ansiosi di cogliere ogni singola deliziosa sfumatura, senza stancare.

“This is water” coinvolge l’ascoltatore in un’amichevole passeggiata trascinandolo contro ogni resistenza in riva al mare a condividere battute, consigli, ricordi e piccole confessioni. Lo lascia infine sospeso con lo sguardo all’orizzonte fra dolci e malinconici pensieri.

A fine ascolto quel che resta è il desiderio di premere ancora una volta “play” e riprendere da capo il percorso a riva. Tornare a gustare l’acqua, tornare a gustare i suoni. Tornare a quell’allegra e nostalgica chiacchierata con l’amico di sempre.

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