LE VISIONI POST-INTERNET DI GRIMES

Da il 6 marzo, 2012

Claire Boucher, la leggiadra ragazza di Montreal che si trincera dietro il nome Grimes, è una creatura ermetica e suadente. Il suo curriculum è laconico e sfuggente. Rare le sue immagini su Google Immagini. Si sa che dipinge quadri visionari e stranianti.  Le sue canzoni sono amniotiche e cullanti.

Anticipato dal video di “Oblivion”  (http://www.youtube.com/watch?v=JtH68PJIQLE), Grimes esce nei prossimi giorni col suo secondo album sulla lunga distanza, intitolato Visions, sempre in equilibrio magnifico tra recente passato e presente futuro, tra dream pop e dub step, tra minimalismo ed electro-pop ai tempi dell’iPad 3. Non è un caso che esca per la indie-leggendaria alchemica 4AD.  Grimes sferra o meglio, sussurra, con la sua voce angelicata e sublimata, il suo capolavoro.

Visions (album post-internet, così l’ha definito la Nostra) riesce nella quasi impossibile impresa di suonare simultaneamente e credibilmente 80’s, wave, indietronico, folktronico, glo-fi, r’n’b, pre-techno, cinematico, ipercontemporaneo, etereo e gassoso ma non evanescente e soprattutto, tremendamente sexy. Piacerà sia ai fighetti alternativi che agli hipster, agli estatici e agli avventurieri, ai geek e ai nostalgici del Commodore 64.

Grimes sarà presto assorbita dallo showbiz. È una classica quasi-nativa digitale dei nostri giorni, che regna nel mondo dei social network e dei social media, con supplemento di Genio nel suo caso. Ama David Lynch, la moda cut-up, e le sue artiste di riferimento non sono sublimi carneadi, ma Mariah Carey, Beyonce e Cindy Lauper. Taglia e cuce seguendo le rotte meno battute anche quando compone i suoi pezzi, attraverso sampler, drum machine, tastiere e loopstation, mica banalissimi software craccati.

Disco magnetico e seducente, “Visions“, come la sua dea-ex-machina. È lei la Regina musicale della generazione post-internet.

About Maurizio Di Fazio

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