FIESTA E ROCK’N’ROLL: I NEGRITA, LIVE, SONO PROPRIO TUTTA UN’ALTRA COSA

Da il 2 agosto, 2012

Se morirò sarà di fiesta e di rock’n’roll” cita lo striscione in prima fila. Quale frase migliore per presentare i Negrita?

Cambio. Con questa canzone aprono il concerto, puntuali come orologi svizzeri. Una forte esplosione sul palco, dopo il morbido gruppo di apertura La fame di Camilla, uno scoppio rimbombante che mi fa immediatamente balenare alla mente un’altra band toscana dell’annata ’90, i Litfiba: una chitarra dal retrogusto ruvido e graffiante fa da fondale alla voce caldissima di Paolo Bruni (in arte conosciuto semplicemente come Pau). Sexyssimo lui, in continuo movimento sul palco, un vulcano in ebollizione che sembra non stancarsi mai, incita il pubblico a partecipare, a urlare, a danzare “più forte”. E il pubblico risponde agitandosi come un composto chimico pronto ad esplodere, ed esplode: sotto le note di A modo mio, Radio Conga, Salvation, con le braccia che si dimenano in aria e i piedi che ballano a più non posso.
Pau mescola il proprio repertorio alternando canzoni datate a quelle del nuovo album, mentre i fans sembrano conoscerli tutti i testi, schizzando sul partire dei ritornelli, cantando a squarciagola tanto in Transalcolico e Magnolia quanto ne Il giorno delle verità e Fuori controllo.
La posizione delle canzoni in scaletta è dosata magistralmente: si salta dal rock a tendenze funk dal ritmo più rilassato e spensierato – a volte anche fermamente brasiliano – che rendono le gambe molleggianti, i movimenti del corpo morbidi, le spalle che shackerano come cocktail nelle mani di baristi professionisti. E questa è la volta di Rotolando verso sud e la fresca Un giorno di ordinaria magia, presentata da lui stesso come un pezzo sabbioso.
Non possono di certo mancare brani più celebri e soffici come Bambole, Che rumore fa la felicità e In ogni atomo, dedicata al capoluogo adriatico. Testi da pelle d’oca, dita puntate verso il cielo, l’atmosfera si fa fervida raggiungendo l’apogeo con “Ho imparato a sognare” e gli accendini accesi.
Concludono – con un finale degno da cinematografo – con un augurio di Gioia infinita.

Consiglio vivamente a tutti i fan dei Negrita e non (visto che live sono ben tutt’altra cosa) che non hanno ancora visto una loro performance dal vivo, di non perdere le prossime date estive (la tournée si protrarrà fino a metà settembre). Piccolo suggerimento: andate poco vestiti e non dimenticatevi di portare una bottiglietta d’acqua: è impossibile rimanere immobili, non lasciarsi contagiare dal ritmo e dall’energia biunivoca che si riversa dalla band al pubblico e dal pubblico alla band.

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