PERCHÉ SANREMO ERA SANREMO

Da il 18 febbraio, 2012

Sanremo, checché se ne dica, fa sempre parlare di sé: si decida di seguirlo o meno, gli italiani ne discutono anche solo per darne un’opinione negativa, a prescindere. “Stiamo uniti!”, o meglio, “Stiamo tecnici!“, ci esorta Gianni Morandi e noi ogni anno speriamo, ci illudiamo che qualcosa cambi ma, in realtà, restiamo sistematicamente delusi perché, oltre a non cambiare nulla, lo spettacolo decade sempre più. È il Festival della canzone popolare e, si sa, gli italiani sono legati alla tradizione. Forse è proprio questo il suo grande errore: non essere al passo con i tempi, il voler proporre a tutti i costi un prodotto orecchiabile e per questo banale, nonostante gli sforzi di invitare artisti impegnati che, comunque, finiscono con l’aderire ad uno schema demodé e, quindi, a spersonalizzarsi.

L’edizione corrente ha riscontrato un andamento altalenante, che ha raggiunto ascolti boom nella serata di martedì, ridimensionatisi notevolmente nella serata di mercoledì, per poi risollevarsi giovedì, grazie ai duetti con gli ospiti stranieri. Ieri, complice il venerdì 17, certo, c’è stata di nuovo la caduta. Spazio nuovamente ad Adriano Celentano stasera, quindi, anche se con un minutaggio contingentato, eufemisticamente ridotto. «Se mostri col dito la luna allo stolto quello guarda solamente…l’indice d’ascolto» ha detto ieri Rocco Papaleo. Certo, per i dirigenti Rai sono i numeri quelli che contano: ma qui non si tratta di gusti musicali, bensì di esibizioni spesso mediocri, contrassegnate da vere e proprie stonature o da amalgama inesistenti tra le voci duettanti, come quelle di  Gigi D’Alessio e la Bertè.

Ieri è stato decretato il vincitore della sezione giovani: tale Alessandro Casillo, timido e determinato, un quindicenne che aveva già partecipato alla trasmissione “Io canto”. Televisione crea altra televisione, e speculare musica. Intanto ci accingiamo, stasera, ad assistere all’ultima puntata del Festival. Gli addetti ai lavori l’assicurano ricca di sorprese. E noi, con la stessa fiducia da cui eravamo partiti, più o meno, speriamo che ci possa regalare meno artefatte polemiche e qualche momento di autentico spettacolo musicale.


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