SOTTOESPOSIZIONE MEDIATICA (DA RICICLARE)

Da il 9 maggio, 2012

Luci soffuse nella sera, l’aria appena fresca della primavera e il fascino imperscrutabile di un luogo che, nella sua aspra semplicità, offre molteplici livelli di significato: sabato scorso, il Matta (l’ex mattatoio) di Pescara è stato cornice di Sottoesposizionemediatica, evento organizzato da Laboratorio Avanguardia, contenitore di idee e ispirazioni provenienti da diverse discipline artistiche.

I ritmi ipnotici della musica interpretata dal duo Mughen (Andrea Moscianese) VS Gaben (Alessandro Gabini) sono stati la chiave di lettura, la bussola indispensabile per l’esplorazione di questo mondo parallelo abitato da installazioni video, tele colorate e iconiche, vintage, oggetti e complementi d’arredo ostentatamente realizzati con materiali di scarto o di riciclo: dai banconi alle sedie, dai tavoli alle poltrone alle luci spiritose, originali.

La serata è stata poi animata dalla degustazione di vini della Tenuta I Fauri curata da Valentina di Camillo, e dalla presentazione di etichette artistiche create per Vinitaly in collaborazione con l’artista Pep Marcheggiani; dalle installazioni video, videomapping e luci curate da Ottavio Luise e dai ragazzi di Phtv; dalla mostra di arredo creata da Potlab, realizzatore di oggetti Recycle Philosophy; dalla Visual Art in materiale di scarto proveniente da lavorazioni in plexiglass, curata da Duarte (Art in Plex); dal vernissage di tele in tecnica spray realizzate da Matteo Liberi con la collaborazione di Gloria Sulli e Diletta Panaccio; dal set fotografico permanente curato da WM Foto, interamente realizzato con materiali di riciclo. Subito dopo il live, è stata la volta del dj set di Toky (Noir Music), giovane produttore musicale emergente ormai catapultato nella scena internazionale della musica elettronica.

 Ottocento gli esploratori invitati e intervenuti a condividere e vivere questo spazio fuori dal tempo. Gente di tutte le età, dai gusti variegati, talvolta apparentemente lontanissimi, si muoveva agilmente seguendo le coordinate disegnate dalle luci che indicavano, senza pretese, il percorso verso una filosofia, un’alternativa a tutto quello che ci viene quotidianamente imposto, che a pensarci bene è solo una costruzione mediatica del necessario e dell’indispensabile. Eppure basta poco per riempire di significati uno spazio, alle volte basta una sola Idea, purché sia buona.

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