50 anni del Pescara Jazz 50, il libro

Da il 26 Novembre 2019

Pescara Jazz50 anni del Pescara Jazz, mezzo secolo del più antico festival italiano estivo consacrato alla colonna sonora massima del novecento, che ha fatto della città di Pescara una delle più importanti ribalte artistiche nazionali ed europee. La prima edizione in assoluto ci fu giusto qualche giorno prima dello sbarco sulla Luna, e il primo Armstrong (in quel caso Louis, e non Neil) fu un certo Bill Evans. Forse il più grande pianista jazz di ogni tempo.

Per festeggiare questa ricorrenza prodigiosa, si è voluto realizzare un libro speciale, costellato di immagini epocali pescate da archivi preziosissimi. Scatti che coprono l’intero arco di quest’avventura unica in Italia. Anno dopo anno, per ognuna delle sue edizioni.

Il volume si intitola “1969-2019: 50 anni di Pescara Jazz”, è edito dall’Ente Manifestazioni pescaresi ed è stato distribuito gratuitamente ai possessori di un abbonamento all’ultima edizione del festival.

Il volume è a cura del direttore artistico del festival Angelo Valori. La redazione e la selezione dei testi è di Paolo Ferri. Il progetto grafico è opera di Roberto Sala. La selezione delle foto, 260 scatti, è stata curata da Paolo Iammarrone.

Uno sguardo retrospettivo a questa storia intessuta di mito, per guardare avanti.

Si è voluto scegliere una confezione assimilabile a un catalogo d’arte, nell’intento di valorizzare sia gli scatti d’epoca analogici che i più recenti in digitale, grazie a una scelta della carta e a una cura dei colori delle foto tali da vivificare al massimo quelle immagini prestigiose ed esclusive.

Accanto alla componente fotografica figurano, nelle prefazioni, sia quelle istituzionali che quelle critiche, prestigiosi contributi di coloro che, oggi come ieri, sono e sono stati vicini al Pescara Duke Ellington a Ella Fitzgerald, da Miles Davis a Chet Baker, da Sarah Vaughan a Charles Mingus. E ancora Sun Ra, Astor Piazzolla, Art Blakey, KeitJazz e dunque in grado di restituire idee, emozioni e suggestioni di questo festival.

Da Duke Ellington a Ella Fitzgerald, da Miles Davis a Chet Baker, da Sarah Vaughan a Charles Mingus. E ancora Sun Ra, Astor Piazzolla, Art Blakey, Keith Jarrett. E tantissimi altri. Vi hanno suonato praticamente tutti al Pescara Jazz. L’intera razza delle leggende senza tempo del jazz. Loro, e tanti altri, sono passati per il Pescara Jazz, innervando di epica e di una consapevolezza nuova una città aperta come Pescara.

E ancora oggi le richieste di esibirsi al teatro D’Annunzio arrivano a migliaia, soprattutto sugli attivissimi canali social. D’altronde quella del Pescara Jazz è un’immensa comunità, territoriale e universale, che resiste alle mode fallaci del momento.

Spiega il professor Angelo Valori, direttore artistico del Pescara Jazz: “Questa pubblicazione nasce per ricordare le bellissime immagini che hanno caratterizzato lo svolgersi di questa manifestazione, che ha conquistato un solido posto non solo nel cuore dei pescaresi ma della platea internazionale degli amanti della buona musica. La mia generazione è cresciuta con l’immagine straordinaria di un festival che nasceva nei giorni in cui l’uomo conquistava la luna, tramandandoci l’idea di una città che voleva volare alto anche nella cultura e nel benessere immateriale. Una rassegna musicale che ha precorso i tempi. Ringrazio le istituzioni che ci sostengono: il Comune di Pescara, la Regione Abruzzo e il Mibact. Ringrazio il mio predecessore Lucio Fumo, tra i fondatori insieme a Diego De Sisto. E il mio pensiero corre anche a Carlo Lizza, che rilanciò il festival all’alba degli anni ottanta affidandolo all’Ente Manifestazioni Pescaresi. Un Ente Morale fondato nel 1950 con lo scopo di ricostruire Pescara non solo materialmente ma anche moralmente e intellettualmente, e che mi onoro di presiedere. Nei suoi sessantanove anni di attività, che costituiscono più di due terzi della storia di Pescara come istituzione amministrativa, l’EMP ha tessuto la sua tela creando valori simbolici, aggregazione sociale, benessere per i cittadini e i turisti. A cominciare, appunto, dal Pescara Jazz”.

“Negli ultimi anni – continua Valori – abbiamo preservato la tradizione di ospitare grandi artisti internazionali, contemporaneamente puntando i riflettori sulla scena jazzistica italiana, che ha ormai raggiunto una maturità straordinaria. Abbiamo promosso il ricambio generazionale, con progetti come il “Pescara Jazz Messengers” (dedicato a musicisti under 35 selezionati nei migliori Conservatori, College e Università europee ed americane) e il “Pescara Jazz Club” (concerti gratuiti in luoghi frequentati dai più giovani). Quest’anno ha debuttato “Pescara Jazz and Songs”, una novità dedicata al mondo della canzone che, nella migliore accezione del termine, è legata a filo doppio al cambiamento della società, dei costumi, del linguaggio. Lo rispecchia, e molte volte lo anticipa. E le canzoni, quelle autentiche, quelle che restano, flirtano da sempre col jazz”.

https://www.pescarajazz.com/

http://www.oziomagazine.it/news/applausi-al-pescara-jazz-che-compie-50-anni.html

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