Chi ha vinto l’ambita Genziana d’Oro a Trento?

Da il 19 Maggio 2019

La 67esima edizione del Trento Film Festival ha premiato con l’ambita Genziana D’Oro “La Grand-Messe” (https://youtu.be/Lvuj1wu0jZU)

Un documentario franco-belga che parla di ciclismo e non solo. E’ un film sui tifosi che vanno ad applaudire il Tour de France salendo sui tornanti della montagna sacra, l’Isoard. Con due settimane di anticipo per accaparrarsi un posto in prima fila. Ma è anche un film sullo scorrere del tempo tra strade e montagne e sul comune bisogno di appartenenza.

La Giuria Internazionale ha così motivato il premio: “un racconto sapientemente ritmato su identità, nazionalismo, invecchiamento e lutto. Il film indaga l’appassionato fanatismo di un gruppo di tifosi di ciclismo che condividono l’amore per il Tour de France”. Con l’avvicinarsi della gara i registi Méryl Fortunat-Rossi e Valéry Rosier svelano le vite di un’anziana generazione che s’interroga su ciò che loro e la Francia sono diventati.

Un’opera originale e coinvolgente, che narra i valori condivisi di un gruppo filtrata attraverso l’ironia. In un ambiente di montagna di bellezza unica. I veri protagonisti sono gli spettatori di un evento ciclistico, il Tour, chiamato a fare da sfondo la storia. Attraverso il loro genuino entusiasmo, le emozioni, i gesti lenti dettati dall’età avanzata, trasmettono appieno il senso della comunità. Il gusto di stare insieme sublimando il valore dell’attesa.

Tali valori sono stati al centro dell’edizione appena conclusa e costituiscono un modo filosofico di approcciare la montagna. Nel senso che il vero premio è rappresentato dal percorso, dallo stare insieme, e non dalla vetta in quanto tale. E Trento, a tal proposito, è una location perfetta.

Il senso di comunità è il tema che contraddistingue il Festival sin dalla prima edizione del 1952 ideata da Amedeo Costa, all’epoca vice-presidente del CAI. E in questa ottica la giuria di Trento ha assegnato i riconoscimenti alle varie categorie.

Il Premio Club Alpino per il miglior film di alpinismo, popolazioni e vita di montagna è andato a “La regina di Casett di Francesco Fei. Attraverso la vita privata di Gregoria, una ragazzina innamorata del suo borgo, il film intende trasmettere un messaggio di resistenza per quelle comunità che vogliono ostinatamente continuare a vivere in montagna.

Il Premio per il miglior film di esplorazione o avventura se l’è aggiudicato l’austriaco Stefan Bohun, con “Bohun Bruden Jakob, schlast du noch”. Un film auto-biografico che racconta la storia di quattro fratelli. Attraverso un viaggio interiore nel tempo, tentano di dare una giustificazione al suicidio del quinto di loro.

Le Genziane d’argento sono andate a “Riafn del tedesco Hannes Lang per il miglior contributo tecnico-artistico. E a “Stations di Julien Huger per il miglior cortometraggio.

Il Premio speciale della Giuria è stato assegnato a “The border France di Nikolau Geyrhalter (Austria). Un film politico che, attraverso l’osservazione e il coro discordante di voci, affronta il tema dei migranti. Un film complesso e contraddittorio che si oppone al discorso politico semplificato trasmesso dai media.

Infine, una menzione speciale è andata all’iraniano “Beloved di Yaser Talebi, sulla straordinaria figura di Firouzeh. Una donna ottantenne che sopravvive tra mille difficoltà assieme alle amate mucche. Immersa nella natura tra le montagne del suo Paese.

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