Acque termali, l'”oro potabile”

Da il 22 Marzo 2019

Acque termali, un tesoro inestimabile non ancora conosciuto da tutti, quando gli antichi erano ben consapevoli della loro natura di vero e proprio Oro potabile. Teodoro Guainero, professore di medicina dell’Università di Pavia e medico di re Luigi XII di Francia, chiamava proprio così quello che fuoriusciva dalle quattro bocche di teste di leone nelle fonti di Retorbido, in provincia di Pavia, sulle colline dell’Oltrepo Pavese. E l’offriva al sovrano per curare i più svariati disturbi. Una era stata ribattezzata l'”acqua del solfo”; la seconda era “la fontana degli occhi” (perché leniva le malattie della vista); la terza e la quarta erano le “fontane del fegato”, le più ricercate. Ne esisteva anche una quinta, oggi seccatasi, riservata alle ulcere. Acqua potabile, “ferruginosa”, magnesiaca e solforosa. Gli uomini e le donne, soprattutto gli anziani del paese andavano alle bocche dei leoni per riempire le loro bottiglie di questa prodigiosa acqua sorgiva.

Tutta acqua passata, purtroppo. Almeno qui. Oggi su queste fontane naturali (le più antiche e rinomate dellaValle Staffora), su questo parco termale dall’aspetto suggestivo è calato l’oblio. Nessuno sembra interessarsi più al destino e alle proprietà benefiche e curative di queste acque apprezzate fin dai tempi dei Romani,popolo di bon vivant. La zona versa nel degrado. L’ultima società che le gestì è fallita da otto anni. Non resta che un edificio che ospita appartamenti e un viale di tigli. Qualche cittadino va ancora a riempire le bottiglie: ma sono fatti episodici, e certo non soffia più nessun vento turistico da quelle parti. E il Fai ha iscritto le fonti abbandonate tra i luoghi del cuore da salvare. Ma se qualcuno avanzasse un adeguato progetto di riqualificazione, la famiglia di nobili proprietaria dell’area potrebbe darla di nuovo in gestione. “Il Comune non può intervenire, il caso era stato discusso anche in Consiglio — ha detto il sindaco di Retorbido Isabella Cebrelli al Corriere della Sera —. Ma sarebbe bello se le fonti fossero valorizzate. Certo, l’investimento potrebbe essere oneroso, e c’è un rischio imprenditoriale da considerare visto che l’area è utilizzabile solo nella bella stagione». Ma non è detto, anzi. Una struttura come Terme di Saturnia Spa (https://www.termedisaturnia.it/it)-

About Redazione

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *