Da Gerusalemme una notizia dirompente

Da il 6 Novembre 2019

GerusalemmeTra tante immagini e resoconti di attentati, bombe e rappresaglie che pervengono giornalmente dall’incandescente scacchiere arabo-israeliano, una notizia positiva è riportata con dovizia di particolari dalla rivista National Geographic. Si tratterebbe (il condizionale è d’obbligo) del ritrovamento a Gerusalemme di un’antica strada commissionata da Ponzio Pilato allo scopo di facilitare l’accesso dei pellegrini al Tempio ebraico.

La scoperta, rimbalzata dal Journal of the Institute of Archeology, riferisce che gli archeologi, scavando sotto un quartiere palestinese appena a sud delle mura di Gerusalemme, avrebbero individuato una monumentale strada a gradini che porta dritta ai piedi del Monte del Tempio, l’altura che ospitava il santuario ebraico e che oggi è sede di alcuni siti sacri dell’Islam.

Secondo Joe Uzel, archeologo dell’Autorità israeliana per le Antichità che dirige la missione, per realizzare l’imponente asse viario, lungo 600 metri e largo 8, all’epoca sarebbero state impiegate non meno di 10.000 tonnellate di calcare lavorato a lastroni. L’attribuzione del manufatto al periodo del governatorato di Ponzio Pilato potrebbe rivoluzionare la storia fin qui conosciuta che consegna a Erode il Grande la paternità del grande sviluppo edilizio che trasformò Gerusalemme in importante centro di pellegrinaggio e turismo. L’ipotesi degli studiosi trova conforto dal ritrovamento sotto la pavimentazione di monete con datazione compresa tra il 26 e il 27 d.c.,  proprio durante il governo di Pilato nella Prefettura di Giudea, mentre altri ritrovamenti sopra il manto stradale collocano le monete ritrovate al 31 d.c.. Di conseguenza ‒ questo il ragionamento degli archeologi ‒ la strada  deve per forza di cose essere stata realizzata precedentemente.

Ora, è acclarato che Ponzio Pilato fosse un personaggio inviso tanto ai cristiani quanto agli ebrei, i primi attribuendogli un ruolo centrale nell’esecuzione di Gesù Cristo, gli ebrei incolpandolo di essere stato un amministratore insensibile che avrebbe in seguito innescato la ribellione che segnò la distruzione di Gerusalemme. Ma, allora, perché Pilato si sarebbe impegnato in un’opera tanto mastodontica? Secondo Nahshon Szanton, archeologo dell’Università di Tel Aviv e primo autore dello studio, la costruzione della strada sarebbe stata pensata da Pilato sia per accrescere la sua gloria personale, sia per placare gli animi della popolazione esacerbata da alcune restrizioni di carattere religioso e dall’avere distratto i fondi del Tempio per costruire un acquedotto. Secondo lo storico ebreo romano Giuseppe Flavio, dopo un attacco condotto contro i Samaritani nel nord della regione, il discusso governatore verrà destituito e rientrerà in disgrazia in patria.

Anche il direttore dell’Istituto di Ricerca Archeologica W.F. Albright di Gerusalemme, seppure non coinvolto direttamente negli scavi, concorda sostanzialmente con la teoria, se non altro perché offrirebbe importanti informazioni sul periodo in cui Roma controllava direttamene la Giudea. Per esempio, confermano la cooperazione tra le autorità romane e quelle religiose ebraiche, in evidente contrasto con le fonti storiche che tendono a mettere in evidenza solo le tensioni tra le due parti.

Come per ogni scoperta di rilievo non mancano certo i detrattori a vario titolo. Tra questi un archeologo del Nord Caroline University, il dottor Jodi Magness, pur ammettendo la possibilità che quanto emerso dal sottosuolo possa essere ricondotto all’epoca di Pilato, contesta duramente la procedura adottata negli scavi, in quanto il lungo tunnel dalle dimensioni di una metropolitana non permetterebbe di controllare il terreno circostante, mentre il materiale reperito potrebbe provenire da riempimenti di datazione incerta. Il direttore dei lavori ha ribadito definendo come unica possibile la soluzione adottata, a causa della presenza del sovrastante quartiere densamente popolato. Altre obiezioni provengono dagli abitanti palestinesi della zona, che lamentano danni più o meno gravi ad abitazioni e attività commerciali, e dall’Autorità Palestinese che vede nel tunnel l’ennesimo piano per la giudaizzazione di Gerusalemme est. Un territorio che, giova ricordare, molti paesi, anche occidentali, considerano occupato arbitrariamente.

Bene, riuscirà la scienza a mettere d’accordo la litigiosità delle forze in campo? Auspicarlo è doveroso, contarci, ahinoi, molto meno!

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