L’esperimento Dunkerque: tutto il trasporto pubblico è gratuito! W la France

Da il 11 Dicembre 2019

Parliamo del  caso della città di Dunkerque, nella regione dell’alta Francia, a pochi chilometri dal confine belga.

Dunkerque:

La sua intera comunità che comprende 17 comuni,

è titolare del più grande test europeo in tema di mobilità pubblica. E gratuita.

Tutto nasce dal giorno che, nell’intento di rilanciare il centro della città atlantica, gli amministratori locali decidono di cancellare la costruzione di un moderno palazzetto dello sport

e investono i fondi in un futuribile piano di rinnovo della rete di trasporti pubblici e nel restyling completo del centro cittadino.

Un progetto molto importante ( 60 milioni di euro) denominato DK’BUS,

  • che coinvolge un bacino d’utenza di 200 mila persone
  • portato a compimento di recente con il completo rinnovo del sistema di trasporto pubblico dell’area.

Questi i numeri del  caso della città di Dunkerque:

  • 160 bus complessivi,
  • personalizzati con colori vivaci (blu/giallo/verde/fucsia e arancio),
  • per la gran parte articolati di grande capienza,
  • alimentati a gas metano o elettrici,
  • operanti su 18 linee, cinque delle quali garantite con cadenza ogni 10 minuti.
  • In aggiunta, un servizio bus a chiamata a copertura delle zone periferiche,
  • 6 linee cosiddette di connessione e due navette per le ore notturne.
  • Tutto quanto contornato da servizi aggiuntivi a beneficio dei viaggiatori, tipo la presenza di schermi interattivi all’interno delle vetture e varie altre.

Ma, la vera novità dell’esperimento, partito il 1° settembre dello scorso anno, è la gratuità del servizio per tutti, residenti e non.

L’iniziativa ha incontrato l’immediato favore degli autisti dei bus, i quali, liberati da incombenze legate alla vendita e alla verifica dei biglietti, sono riusciti a incrementare la velocità commerciale dei mezzi, con evidente ricaduta in termini di costi.

Molto significativo a un anno di distanza l’aumento del numero di passeggeri:

più 65%, con punte che raggiungono il 125 % nei giorni festivi, con una media di crescita nell’ordine dell’85%. Numeri impressionanti, che hanno fatto da volano alla crescita degli incassi dichiarati dalle attività commerciali situate nelle zone centrali e semicentrali (+ 20%).

La domanda è: chi paga la novità?

Ovviamente, i cittadini che, comunque, pare abbiano accolto l’esperimento in maniera entusiastica.

D’altronde, cosa sono 15 milioni scarsi della fattura complessiva,  peraltro ripartiti tra le 17 municipalità (9 milioni di costi di gestione e 4,5 milioni di mancati incassi dai biglietti), se rapportati ai benefici prodotti?

Forse che togliere le auto da larghe zone della città (un terzo dei parcheggi resta vuoto) e respirare finalmente aria pulita sono avvenimenti di poco conto? La risposta è no. Non a caso, altre città (Lille, Calais e Lussemburgo) hanno annunciato l’intenzione di avviare analoghi test già nel corso del 2020.

E noi?

Meglio lasciar perdere. Tra municipalizzate fallite o in via di fallimento, metropolitane chiuse da tempo immemore, bus che cadono a pezzi o prendono fuoco un giorno si e l’altro pure, ogni commento è superfluo ?

Mentre la francese Iveco immette sul mercato domestico (e non solo) nuovi bus alimentati a bio-metano proveniente da scarti alimentari, noi acquistiamo mezzi usati dall’estero che manco sono omologati.

Altro che linee  BHNS e biglietto gratuito!

Nell’epoca del politicamente corretto,  c’è che nella vecchia Europa sottoscrive progetti virtuosi che andrebbe presi ad esempio da tanti amministratori e politici che blaterano al vento senza concretizzare un bel niente.

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