Estate in Maremma, tra mito, storia e benessere

Da il 6 Giugno 2019
MaremmaLa Maremma con i suoi colori unici è un territorio che si snoda nel sud della Toscana in un contesto storico, archeologico e naturalistico importante ma misconosciuto.

Innanzitutto, il nostro viaggio non può non cominciare dalla base, dalla chiave di volta di qualsiasi vacanza. Dal posto in cui dormire.

Ce n’è per vari gusti, compresa una buona rete di b&b e affittacamere.

Ma se volete conferire un fascino ulteriore e definitivo al vostro soggiorno,

be’, allora concedetevi qualche giorno in una delle strutture ricettive con Spa termale (e ristorante stellato Michelin) più incantevoli d’Europa.

Terme di Saturnia (https://www.termedisaturnia.it/it).

Ne uscirete rigenerati in toto, nel corpo e nell’anima.

E da Terme di Saturnia è possibile raggiungere in pochi minuti tutti i punti cardinali del territorio maremmano.

Ogni angolo della Maremma conserva i suoi lineamenti originali. Gli abitanti hanno cercato di non alterarli, e questo è oggi un atout identitario potentissimo.

La Maremma spazia dalla costa tirrenica alle colline interne che si estendono da Massa Marittima a Capalbio.

Comprende il Monte Argentario e le isole dell’Arcipelago grossetano.

Abbraccia Saturnia, e la Zona dei Tufi di Sovana, Sorano e Pitigliano.

Senza dimenticare le numerose aree naturalistiche protette che consentono di conoscere le realtà e le varietà faunistiche e botaniche.

Terra di “Butteri” e di “Briganti”, la Maremma ha seguito uno sviluppo economico lineare ma composito, assolutamente “moderno”.

Spicca la bellezza senza tempo dei suoi borghi, scrigni preziosissimi di arte e cultura.

Manciano

Manciano ha un fascino nascosto. È necessario addentrarsi nelle sue strette vie per scoprire tutta la severa bellezza del centro storico. Il nucleo antico infatti si sviluppa intorno alla collina, delimitato quasi completamente dalle mura duecentesche. Di queste si conservano ampi tratti, le torri e una porta. Altre torri di guardia sono state successivamente trasformate in abitazioni, con un suggestivo effetto di sovrapposizione fra epoche diverse. I vicoli si avvitano come un labirinto tra archi, scale e piccole piazze, dando al visitatore uno strano ma piacevole senso di disorientamento.

Maremma

Montemerano

A sei chilometri da Saturnia sorge il piccolo borgo di Montemerano. Un nevralgico castello medievale eretto a controllo delle strade che conducevano verso la Maremma interna. È un piccolo tesoro di architettura rinascimentale, ricco di storia e tradizioni. Fu conteso a lungo tra le più importanti potenze del centro Italia dell’epoca. I suoi luoghi testimoniano la rilevanza che ebbe in tempo passati. Piazza del Castello con le sue case suggestive. Le porte difensive di epoca senese. La celebre chiesa di San Giorgio coi suoi rarissimi affreschi, costellata poi da altre opere d’arte dei più grandi maestri di scuola senese del ‘300 e del ‘500 (Sano di Pietro, il Vecchietta ed Andrea di Niccolò).

Montemerano

Saturnia

Le origini del paese si perdono nella storia e infiniti ritrovamenti archeologici evidenziano come  fosse abitato ancora prima dell’arrivo del popolo etrusco. Divenne un fiorente centro agricolo e commerciale solo dopo la conquista romana dell’Etruria (280 a.C.) Saturnia assunse una propria autonomia politica, fino a diventare il “Municipium” dell’intera area collinare. La Via Clodia fu realizzata nel 200 a.C., epoca in cui furono realizzate numerose altre opere monumentali, tra cui un notevole impianto termale. In epoca medievale fece parte del feudo aldobrandesco.
Le sue sorgenti ben presto richiamarono l’attenzione di numerose città di potere come Siena e Orvieto, che tentarono ripetutamente di conquistarla. Nel 1555 il suo territorio fu inglobato nei possedimenti della signoria dei Medici di Firenze e infine, nel 1737, entrò a far parte del Granducato di Toscana. Nel 1865 Bernardino Ciacci di Pitigliano acquistò i possedimenti saturnini ormai in uno stato di totale degrado, e sotto la sua spinta la città riprese vita. Furono intraprese opere di risanamento e ricostruzione che  portarono ben presto alla realizzazione di un nuovo stabilimento termale, dalle cui fonti anche allora sgorgava, come oggi, una grande quantità di prodigiosa acqua sulfurea alla temperatura costante di 37.5 °C.

Da vedere. Piazza Vittorio Veneto, il tratto urbano della Via Clodia (180 a.C.) con i resti del selciato romano originale. Porta Romana e i resti delle mura etrusche, l’antica vasca del Bagno Secco. Il Castello Ciacci e via Aldobrandeschi.

Maremma
Saturnia

Pitigliano

Come tutti gli altri centri che costituiscono la Zona del Tufo, anche Pitigliano trae le sue origini dal periodo etrusco. La città è infatti circondata da numerose aree archeologiche databili tra il VII ed il II secolo a.C..  Il nome sembra derivare all’epoca della romanizzazione e infatti un’antica leggenda narra che due esuli romani, dopo aver rubato la corona dalla statua di Giove Statore dal Campidoglio di Roma, scapparono perché inseguiti dall’esercito. Giunti in Etruria, la Maremma toscana, trovarono protezione rifugiandosi sopra l’impervio sperone tufaceo sul quale ancora oggi è arroccata la città. I due esuli, i cui nomi erano Pitiglio e Ciliano, decisero di fondare in questo luogo una nuova città e di chiamarla appunto Pitigliano, in senso auto celebrativo. Pitigliano divenne così una discreta città romana e tale rimase fino alla caduta dell’Impero.
In epoca medievale fu uno dei tanti castelli della famiglia Aldobrandeschi. Ma con il matrimonio tra Anastasia Aldobrandeschi e Romano Orsini tutto il feudo passò in mano a questa nobile famiglia romana. La città si sviluppò notevolmente fino a diventare il centro più importante dell’Alta Maremma. Inoltre nel XVI secolo diventò il rifugio per un grande numero di ebrei costretti a scappare dallo Stato Pontificio. Questi fondarono una grande comunità che esiste ancora oggi, e che nel corso dei secoli ha fatto guadagnare a Pitigliano l’appellativo di “Piccola Gerusalemme”. Una visita alla città non può che iniziare dal santuario della Madonna delle Grazie, punto dal quale si gode di una sensazionale vista di tutto il complesso urbano e dello sperone tufaceo che lo sostiene. Si raccomanda infine di visitare le fortificazioni difensive, l’Acquedotto Mediceo, il Palazzo Orsini. la Cattedrale. La Chiesa di San Rocco, il rione “Capisotto”, il quartiere ebraico e la Sinagoga.

Pitigliano

Sorano

Il borgo di Sorano, anch’esso arroccato sulla cima di una ripida collina tufacea, è circondato dalla profonda valle del fiume Lente, che rendeva la sua posizione strategica molto importante. Le prime documentazioni storiche, come dimostrano le aree archeologiche circostanti, risalgono al periodo etrusco. La prima, modesta città ebbe un ulteriore sviluppo dopo la conquista romana dell’Etruria (280 a.C.). Ma fu soltanto nel medioevo che gli Aldobrandeschi, signori di Sovana e della Maremma, vi eressero il primo importante castello. Passato per matrimonio alla famiglia romana degli Orsini, venne ulteriormente rinforzato mediante la costruzione di un nuovo e imponente complesso militare. Oggi Sorano conserva un centro storico pressoché inalterato nelle formeDa non perdere sono sicuramente la Fortezza Orsini, con il suo complesso fortificato e con i  camminamenti difensivi sotterranei, rara opera di ingegneria militare perfettamente conservata. La Chiesa di San Nicola (XIII sec.). Il Palazzo Comitale (XIII – XIV sec.). Il Masso Leopoldino, ossia un terrazzamento tufaceo naturale che sorge proprio al centro del borgo e dal quale si domina la valle del Lente. La Porta dei Merli. Il Ghetto Ebraico e, infine, lungo la strada per Sovana, la Necropoli di San Rocco, da cui si può godere di una sublime vista panoramica sul borgo.

Sorano

Sovana

Tra le città collinari dell’entroterra maremmano, Sovana è la più importante. Città etrusca per eccellenza, sorge sopra uno sperone di tufo che ne ha garantito la difesa fin dall’antichità. La sua posizione lungo la media valle del fiume Fiora rappresentò un rifugio sicuro per i mercanti etruschi lungo la rotta commerciale seguita per trasportare a valle il mercurio estratto sul monte Amiata. Questa circostanza commerciale consentì a Sovana un notevole sviluppo economico e culturale. Di cui sono testimonianza le pregevoli tombe rupestri che caratterizzano la sua vastissima necropoli. Oggi il borgo appare come un perfetto modello di architettura medievale in ottimo stato di conservazione.

Passeggiando per le sue strade lastricate in mattoni rossi, alla maniera senese, sembra di entrare in un salotto. Mentre i suoi monumenti incutono nell’animo una sensazione di timore e di rispetto dei fasti passati. Da visitare. Piazza del Pretorio, definita una tra le cento piazze più belle d’Italia. La Chiesa di Santa Maria. Il Palazzo dell’Archivio. Il Palazzo Pretorio. La Chiesa di San Mamiliano, sede del nuovo museo archeologico di Sovana. La famosa Cattedrale, che ha mantenuto totalmente inalterata la sua purezza architettonica romanica nonché la simbologia biblica scolpita sui suoi capitelli. Dopo la visita della città, una sosta può essere fatta presso la necropoli etrusca sovanese caratterizzata dalla presenza delleTombe Rupestri. Infine non può mancare una passeggiata lungo le Vie Cave Etrusche, misteriosi percorsi viari che si incuneano nella roccia e procedono tra due altissime pareti tufacee alte fino a 25 metri. Queste strade a differenza di quanto si potrebbe pensare sono state scavate a mano dagli etruschi. E le loro altissime pareti sono ricche di importanti e a volte misteriosi simboli quali la Svastica, gli “scaccia diavoli” e le iscrizioni in lingua etrusca legate ai culti di madre terra.

Sovana

Semproniano

Secondo un’antica leggenda Semproniano fu fondato dal console T. Sempronio Gracco che, dopo aver fondato la colonia di Saturnia, si innamorò della collina di Semproniano al punto di volervi stabilire una nuova città che da lui prese nome. La collinetta di Semproniano è dominata dalla mole della potente Rocca Aldobrandesca, attorno alla quale sorse gradualmente il borgo medievale, distribuito lungo gli scoscesi pendii della collina. Tra i vari monumenti del borgo spicca la Pieve dedicata ai Santi Vincenzo ed Anastasio.

Maremma

Il mare dell’Argentario e località costiere

Il monte Argentario è una interessantissima zona marittima nel cuore della Maremma toscana. I Borghi che scandiscono il suo perimetro sono ricchi di storia e di tradizioni culturali, ma anche di importantissimi aspetti naturalistici. La prima tappa del viaggio sull’Argentario è Orbetello, città che vanta origini etrusche e  fu molto importante anche in epoca romana. Oggi Orbetello mantiene intatto il suo antico tessuto urbano e durante la visita è possibile ammirare i resti delle Mura Etrusche. Proseguendo l’itinerario si raggiunge Porto Ercole, dove spiccano le poderose fortezze spagnole di Forte Stella e di Forte Filippo. Mentre il borgo è dominato dalla possente Rocca. Poi tocca a Porto Santo Stefano, con le sue case arroccate lungo le colline che degradano verso il mare, caratterizzando uno scenario intriso di antico e moderno. Last but not least, si suggerisce una sosta a Talamone, per ammirare la colossale Rocca, che la storia italiana ha eternato nell’Impresa dei mille di Giuseppe Garibaldi.

About Redazione

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *