Fino a domenica 5 gennaio c’è “La grande magia”

Da il 4 Gennaio 2020

la grande magiaUltime ore al teatro Argentina di Roma, fino a domenica 5 gennaio, per applaudire “La grande magia”, commedia pirandelliana scritta da Eduardo De Filippo. Certamente la più complessa e ardita tra le opere del grande interprete napoletano, un testo che nel 1949, anno del debutto, riscosse un’accoglienza tiepida da parte di una platea avvezza a trame semplici, meno cerebrali.

Per il regista catalano Lluis Pasqual, che ne ha curato la messa in scena, quella di Eduardo è una strepitosa lezione di verità, in cui la risata sui vizi e difetti dell’umanità si trasforma in una denuncia caustica dei miserevoli comportamenti umani e delle loro conseguenze: l’eterno gioco della tragedia della vita, con le sue brillanti, feroci, atroci illusioni.

Questa in breve la trama. Durante uno spettacolo di magia, il professor Otto Marvuglia esegue un numero con il quale fa sparire in una scatola la moglie di Calogero Di Spelta, allo scopo di consentire alla donna di fuggire con il suo amante, inducendo il marito a credere che potrà ritrovare l’amato bene solo aprendo la scatola e avendo totale fiducia nella fedeltà della fedifraga. Ma quando la donna, pentita del  gesto, ritorna sui suoi passi, il marito si rifiuta di riconoscerla, preferendo alla realtà della situazione l’illusione di una moglie fedele. La vita, dunque, intesa come finzione teatrale, ma anche come le scatole cinesi o le bamboline russe che stanno una dentro l’altra in un’illusione senza fine. Ma chi è l’illusionista che inventa le nostre vite? E lui da quale altro illusionista è dominato? Infine, è forse meglio vivere d’illusioni piuttosto che affidarsi a presunte realtà? Qui Eduardo si rivela maestro incomparabile per come racconta la vita di ciascun personaggio fondendo ilarità ed emozioni, ma avendo sempre un sorriso beffardo sulle labbra.

Scritta nel 1948, la commedia fu rappresentata per la prima volta il 12 dicembre del 1949 al Teatro Mercadante di Napoli dalla compagnia Il teatro di Eduardo con Titina De Filippo. All’epoca lo stesso autore spiegò di aver voluto dire che “la vita è un gioco che ha bisogno di essere sorretto dall’illusione, a sua volta alimentata dalla fede. E ogni destino è legato strettamente ad altri destini in un gioco eterno nel quale non ci è dato accorgere se non di particolari irrilevanti.”

L’attuale edizione si avvale di un gruppo di ottimi interpreti, con l’inconfondibile maschera di Nando Paone nel ruolo che fu di Eduardo, e gli altri egregiamente compresi nei rispettivi ruoli. In conclusione, uno spettacolo degno di essere visto; un classico che fa sorridere amaramente, ma che induce anche a riflettere sulle contraddizioni di tutti noi.

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