Gli americani vogliono invecchiare in Abruzzo?

Da il 23 Aprile 2019

Mentre tanti pensionati italiani s’ingegnano nella ricerca di località estere più o meno amene in cui trascorrere serenamente la vecchiaia senza essere vessati dal fisco e dalle tasse, gli americani si sarebbero improvvisamente invaghiti delle offerte friendly del nostro paese. Ciò è quanto emerge dall’annuale classifica stilata dalla prestigiosa agenzia U.S. News and Report (www.usnews.com) che inserisce, bontà sua, ben due borghi abruzzesi tra i primi dieci a livello mondiale in cui vivere decorosamente spendendo poco.

Si tratta di Città Sant’Angelo, confermata dopo l’exploit dell’anno passato e di Popoli, ambedue in provincia di Pescara. Dell’Abruzzo in generale, la regione verde d’Italia, la rivista Forbes aveva elencato le virtù: un angolo di paradiso nel segreto meglio custodito d’Italia, ricco di piccole città storiche che si battono con mezzi limitati per uno sviluppo che appare problematico. Dello splendido borgo collinare di Città Sant’Angelo, oltre alla posizione estremamente favorevole tra il mare Adriatico a pochi passi e l’Appennino a mezz’ora d’auto, la rivista decantava la pulizia, le chiese antiche, il carattere della popolazione, l’innato senso di ospitalità e, aspetto non secondario, la possibilità di vivere in maniera decorosa spendendo poco.

Gli stessi concetti, ribaditi per intero dall’ultimo report, collocano il sito al quinto posto, precedendo paradisi caraibici e città di ben altra notorietà. Al nono posto, subito dopo Parigi, incontriamo la vera sorpresa: Popoli, cittadina medioevale “immersa in una vallata del fiume Pescara, nota per le sue acque minerali e per le terme conosciute fin dai tempi dei Romani”. La costruzione del primo centro termale risale al lontano 1885; distrutto dai bombardamenti del conflitto mondiale, ha riaperto nel 1998 e utilizza le acque per la cura di molte patologie. Insomma, secondo l’agenzia americana Popoli rappresenterebbe una fuga completa dai problemi del mondo moderno, un luogo ideale per riposarsi.

Bene, se è vero che le classifiche, in quanto soggettive, lasciano spesso il tempo che trovano, servono comunque a orientare l’opinione pubblica. E’ già capitato con gli inglesi, storici cultori del bel paese che, negli anni novanta, hanno saccheggiato ogni possibile rudere, facendo così schizzare alle stelle le relative quotazioni immobiliari. In questo senso, si spera che l’ultimo report contribuisca a risollevare dal suo torpore millenario una regione bellissima ma soffocata nella sua crescita, turistica e non, dalla grave miopia di amministratori pubblici e politica (e alle volte degli stessi operatori del settore).

Per citare Forbes: l’Abruzzo ha tutto della Toscana, però si spende molto meno. Di questi tempi non è cosa da poco.

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