Guida alle meraviglie del Museo Egizio di Torino

Da il 23 Aprile 2020

Museo egizioIn questi giorni di interminabile, stressante, clausura, da più parti giunge l’invito ad approfittare della contingenza per tentare di sottrarsi mentalmente all’intossicazione provocata dall’ubriacatura di talent, format diseducativi e chiacchiere prive di soluzione decenti su temi di stringente attualità. Scrittori, musicisti, attori, divulgatori noti o meno, tutti contribuiscono civicamente alla causa comune, imitati alla meno peggio da tenori e strimpellatori da balcone o ballatoio. Serrati a tempo indeterminato per ovvie esigenze i templi di aggregazione di massa, una iniziativa lodevole arriva dai musei di mezzo mondo, con streaming e visite guidate alla scoperta ‒ per chi non c’è mai stato‒ o alla riscoperta per gli altri, delle infinite bellezze accumulate nei secoli dai nostri padri. Nel nostro piccolo, con queste righe ne segnaliamo alcuni tra i più prestigiosi, per storia, architettura e contenuti, navigabili agevolmente anche dai più sprovveduti utenti della rete.

Per primo invitiamo a consultare il sito del Museo Egizio di Torino, il più importante a livello mondiale dopo quello del Cairo. La visita virtuale vedrà quale cicerone d’eccezione il giovane e vulcanico direttore Christian Greco, che, con minuziosi riferimenti e cenni storici, condurrà il visitatore in un viaggio affascinante in quella che fu una civiltà straordinaria.

Qualche notizia su questa importante realtà che, prima dell’inopinata chiusura, accoglieva un milione di visitatori l’anno. Per semplicità abbiamo pensato di schematizzare cronologicamente i momenti storici della sua evoluzione, dalla nascita all’attalità.

1757Carlo Emanuele II di Savoia chiama a Torino Vitaliano Donati, naturalista e viaggiatore, affidandogli un duplice incarico: insegnare Botanica all’Università e studiare le potenzialità minerarie in Savoia e Valle d’Aosta. Successivamente, il sovrano finanzia una prima campagna di scavi in Egitto allo scopo di acquisire materiale utile a illustrare la Mensa Isiaca, una tavola d’altare realizzata nel I° secolo d.C. per un tempio della dea Iside a Roma, acquistata nel 1630 da Carlo Emanuele I°. Due anni dopo i reperti, tra i quali tre grandi statue, vengono esposti insieme ai pochi già in possesso dei Savoia nel Museo della Regia Università del capoluogo piemontese.

1824 – E’ l’anno della fondazione formale del Regio Museo delle Antichità Egizie insediatosi nel palazzo dell’Accademia delle Scienze, una struttura progettata nel XVI secolo dall’architetto Guarini come scuola gesuita. A quel punto il Museo accoglie 5.268 oggetti, tra cui 100 statue, 170 papiri, stele, sarcofagi, mummie, bronzi e oggetti della vita quotidiana, provenienti dalla sterminata collezione di Bernardino Drovetti, un discusso personaggio all’epoca console di Francia in Egitto. Va rimarcato che l’acquisizione costò al re Carlo Felice 400 mila lire, una cifra enorme per l’epoca. Nell’occasione, lo studioso francese Francois Champollion, conosciuto universalmente come il ”decifratore dei geroglifici“, mette a punto il primo catalogo ufficiale delle opere.

1894 – E’ nominato direttore Ernesto Schiaparelli, docente di Storia antica ed egittologo, con studi di perfezionamento presso la Scuola Pratica di Alti Studi della Sorbona diretta da Gaston Maspero.

1903Schiaparelli intraprende la prima delle fruttuose quindici missioni archeologiche in Egitto. Il progetto ottiene risultati interessanti: tra tutti la scoperta nella Valle delle Regine della splendida tomba di Nefertari, moglie del faraone Ramesse, e quella, nella necropoli di Tebe, perfettamente intatta e ricca di corredi funebri dell’architetto reale Kha. Ernesto Schiaparelli rimarrà direttore del museo fino all’anno della sua morte avvenuta nel 1928.

Negli anni trenta del ‘900 la collezione conta circa 30 mila reperti catalogati; oggi, siamo arrivati a quota 37 mila pezzi, che vanno dal Paleolitico all’epoca copta. Di questi 6.500 sono attualmente esposti a disposizione del pubblico e il resto depositato in magazzino, sia per necessità conservative sia in quanto oggetto di studi regolarmente pubblicati.

2013 ‒ La prestigiosa rivista The Times inserisce il museo tra i primi cinquanta del mondo.

2015 ‒ Al termine di lavori durati oltre tre anni il museo, completamente ristrutturato e allargato a 60 mila mq. su quattro livelli espositivi, è  nuovamente inaugurato con percorso di visita cronologico.

Buona visita a tutti.

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