Il boom turistico della Sicilia

Da il 3 Maggio 2019

I turisti arrivano ogni giorno a frotte, in Sicilia, a Palermo, Catania, Taormina o per godersi le mille impareggiabili sfumature del mare. E ne approfittano anche per fare tappa – segno dei tempi – al Sicilia Outlet Village. Qui, tra le vetrine delle boutique, da qualche giorno è spuntato uno sportello cambiavalute. Lo ha aperto Best and Fast Change, tra i principali operatori in Europa nel settore del cambio valuta turistico, che ha deciso di scommettere sulla ‘cittadella dello shopping’ di Agira, in provincia di Enna, proprio per intercettare le esigenze dei numerosi turisti stranieri che affollano abitualmente l’outlet siciliano.

L’aumento dei visitatori esteri nello shopping center, che dal 2010 ha reso accessibile il lusso dei più importanti fashion brand, rispecchia il crescente appeal turistico della Sicilia. Lo certificano le rilevazioni della Banca d’Italia: nel 2018 l’isola è stata meta di 4 milioni e 600mila turisti stranieri (+21,8% rispetto al 2017) che hanno speso complessivamente 1 miliardo e 947 milioni di euro (+12,6%).

“I numeri spiegano la nostra volontà di ‘sbarcare’ in Sicilia – commenta Fabrizio Signorelli, amministratore unico di Best and Fast Change, società che ha sede in Toscana e vanta 33 sportelli disseminati nelle più importanti città dello Stivale –. Non deve sorprendere la scelta di aprire un ufficio di cambio all’interno di un outlet. Normalmente i cambiavalute si trovano nei centri storici e negli aeroporti, ma noi consideriamo il Sicilia Outlet Village una location strategica per l’intensità dei flussi turistici, che saprà consolidare nel tempo il proprio ruolo di centro di attrazione del turismo internazionale”. I visitatori arrivano da tutto il mondo. Come dimostra l’Osservatorio Turistico Regionale, la Sicilia nel 2018 è stata frequentata soprattutto da francesi, che rappresentano il 20,5% delle presenze turistiche straniere, tedeschi (15,3%), britannici (8,5%) e statunitensi (6,6%). A crescere maggiormente lo scorso anno sono stati, in realtà, i turisti del Sud-Est asiatico (+20,3% per la Cina) e dell’America centro-settentrionale (+21,6% per il Canada).

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