Il ritorno a casa di Agnese D’Orazio, con le sue trame artistiche

Da il 4 Luglio 2019

  Sabato 6 luglio alle 19.30 inaugura, a Villa Filiani a Pineto (Teramo), la mostra personale d’arte contemporanea di Agnese D’Orazio, intitolata “Penelope ed altre trame”. Sarà visitabile fino al 12 luglio. L’ingresso è libero.

Vedremo una ricca esposizione di acrilici su tela improntati all’espressionismo astratto, sul tema della condizione umana contemporanea e della moda. E delle radici: Agnese è infatti un architetto emigrato in Svizzera da qualche anno. Ma è originaria di Pineto. Si è occupato di lei, e della sua attività principale, anche Il Fatto Quotidiano, che le ha dedicato un articolo qualche mese fa (questo il link: https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/03/24/architetta-in-svizzera-in-italia-e-difficile-farsi-pagare-dai-clienti-e-trovare-lavoro-senza-laiuto-di-amici-e-parenti/5056274/ ).

Il nome della mostra di Agnese D’Orazio sottende già un po’ il suo contenuto: parliamo di una pittura materica, o per meglio dire, “tessile”, come l’ha definita la  rivista internazionale 1340art magazine. Il taglio è di per sé originalissimo. Fili, orditi e punti intrecciati come fossero tessuti, abiti che indossiamo per mostrarci al mondo. Racconta l’artista: “Le basi sociali ci comprimono. Ci inscatolano. Le etichette e i codici ci inseguono. Siamo le automobili che guidiamo, gli oggetti che possediamo, le case in cui soggiorniamo. Siamo il nostro titolo di studio, il nostro lavoro, la nostra condizione privata. Visitare questa mostra vi metterà in contatto con l’energia che è propria a un gesto di libertà. Le opere che espongo nutrono la piccola ambizione di spronare all’anticonformismo, al non avere paura di manifestare chi si è veramente. Perché siamo tutti microcosmi irripetibili, pieni di sfumature e fragilità. Ognuno nel suo speciale modo. Non siamo monocromi, o stampe digitali. La pittura è la mia maniera di dare voce a tutto quello che sfugge alle regole predeterminate, ai dettagli che ci rendono unici. Ecco perché credo ancora nella sua forza dirompente”.

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