Le magnifiche Cinque Terre a rischio: le soluzioni

Da il 10 Giugno 2019

Cinque TerreLe problematiche legate all’abnorme flusso di turisti alle Cinque Terre sono esplose drammaticamente negli ultimi mesi.

  • A prescindere dall’aumento fisiologico delle presenze dovuto alla maggiore mobilità delle persone,
  • a chi va addebitata la colpa?

  • La colpa delle Cinque Terre va probabilmente addebitata alle mastodontiche navi che attraccano a la Spezia e riversano sui borghi del Parco orde di croceristi. Desiderosi di immortalarsi appoggiati alle fragili staccionate della Via dell’amore sgranocchiando ciriole farcite con mortadella pagate a peso d’oro in chioschi e baretti incontrati per strada.

Certo, una manna caduta dal cielo per commercianti e albergatori, ma un’autentica follia per chi in quei posti vive e lavora.

Considerata l’insostenibilità della situazione attuale e nell’intento di salvaguardare il fragile equilibrio del territorio delle Cinque Terre si è tornati a ventilare la possibilità di ricorrere al numero chiuso con prenotazione preventiva.

Questa la proposta dell’Ente Parco che si scontra con quella del Governatore ligure Toti, propenso a una regolamentazione più ragionata del fenomeno.

  • Ma, come agire?
  • Un contributo fattivo è venuto dal combattivo primo cittadino di Riomaggiore il quale, disattendendo in qualche modo al suo nome (si chiama Pecunia), ha disegnato un piano di vivibilità in grado di accontentare sia turisti che gli abitanti del posto.
  • Il piano di avvale della mappatura del territorio di sua competenza, definendo il numero massimo di visitatori che lo stesso può accollarsi in certi periodi dell’anno (festività, ponti lunghi, ecc.) in aree particolari (sentieri).
  • Di conseguenza, per Riomaggiore, che conta in inverno 1400 abitanti, si è previsto un afflusso massimo di 10mila persone; circa 8mila per Manarola.

Il progetto ha debuttato con successo durante le ultime festività pasquali, anche grazie al fattivo contributo di vigilantes, sentinelle, guardie ecologiche e militari in congedo cooptati per la causa comune.

Ma, può tale esperimento essere replicato all’intero comprensorio?

  • Certamente sì, a patto che le diverse istituzioni investite del problema non perdano ulteriore tempo accapigliandosi tra proposte bislacche e rinvii a tempo indeterminato.
  • D’altronde, 2 milioni e mezzo di visitatori è una cifra esagerata per una realtà paesaggistica che, giova ricordare, si estende lungo un sottile lembo di costa.

Poi, che gusto c’è a pigiarsi come polli dentro convogli puzzolenti in vista di accalcarsi in anguste piazzette e stazioncine.

O percorrendo splendidi quanto sconnessi acciottolati, non avendo il minimo spazio per tramandare ai posteri l‘avventura?

Allora, meglio organizzarsi in partenza, scegliendo accuratamente l’epoca più favorevole e, quasi sempre, meno costosa.

Altrimenti, l’alternativa prossima ventura sarà il terribile numero chiuso deciso da un anonimo accrocco conta persone.

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