Meridian. L’Autostrada Pechino-Amburgo

Da il 29 Giugno 2019

Meridian, un ambizioso e futuristico progetto autostradale che, collegherà entro il 2024 Pechino ad Amburgo.

Le continue sparate dell’ineffabile Donald Trump in forma di inasprimento di sanzioni e dazi doganali hanno contribuito al definitivo riavvicinamento tra Cina e Russia.

I due colossi economico-militari, in freddo da decenni, sembrano dunque avere individuato nel presidente USA il nemico comune da affrontare e, possibilmente, ridimensionare.

Da qui l’intensificarsi di accordi di più ampio respiro, uno dei quali ha portato nei giorni scorsi Putin e Xi Jinping a sottoscrivere Meridian. Un progetto che, nelle intenzioni dei proponenti, collegherà  Pechino ad Amburgo

entro il 2024..

  1. Il progetto, per il cui avvio la Banca per lo sviluppo cinese ha staccato un primo assegno di 9,7 miliardi di dollari a favore della Banca centrale russa,
  2. prevede la costruzione di una nuova autostrada a quattro corsie lunga 2200 chilometri che andrà a connettersi con i circa  8000 chilometri già esistenti.
  3. Il nuovo tracciato partirà presumibilmente da Khorgas,
  4. località al confine tra il Kazakistan e la prefettura autonoma cinese di Ili (Xinjiang),
  5. transiterà alle porte di Mosca, per proseguire in Bielorussia ed entrare nel Mercato comunitario attraverso la Polonia.

Per capire quanto la Cina tenga al progetto Meridian, basti pensare che ha creato una dogana speciale ed è pronta a investire 4 miliardi di dollari per trasformare la sperduta località di partenza nella metropoli carovaniera del futuro, una sorta di Dubai della steppa.

  1. La “nuova via della seta”permetterà di risparmiare, una volta a regime, almeno trenta giorni rispetto all’attuale trasporto  via mare.
  2. Per favorire il trasporto delle merci sono previsti controlli doganali automatizzati
  3. che consentiranno di saltare tutte le formalità burocratiche, unitamente a sistemi satellitari di telecamereatte
  4. a garantire il pronto intervento in caso di guasti o bufere di neve.

Riguardo al benessere di camionisti e turisti che si avventurassero lungo i quasi 10000 chilometri del tracciato, sono previste aree di servizio ogni 3-400 chilometri, dotate di parcheggi sorvegliati, alberghi e ristoranti di qualità a prezzi accessibili.

Tutto molto affascinante, certo, ma il progetto, che definisce in maniera palese lo spostamento in atto dell’economia mondiale verso la Cina, ha effettive basi realistiche? Le incognite riguardano essenzialmente il clima e il fattore umano.

Sopravvivrà, infatti, l’asfalto alle terribili escursioni metereologiche della steppa kazaka e della tundra siberiana?

Poi, come reagiranno le persone chiamate a convivere per lunghi periodi in  territori così inospitali?

Preoccupazioni sacrosante anche se, considerata la potenza finanziaria degli attori in causa e la costante evoluzione delle tecniche di costruzione, è facile prevedere che, alla fine, l’opera si farà.

Forse non nei tempi e con i costi ipotizzati ma, tra qualche anno, potremo forse avventurarci in quelle lande sconfinate senza tema di essere spazzati via da tempeste di sabbia o sepolti sotto grandiose nevicate viste solo nei film.

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