Soggiornare una volta nella vita in un ostello aiuta nella carriera

Da il 6 Giugno 2019

ostello della gioventù Viaggiare e avere successo nel lavoro sono tra i desideri e le ambizioni più diffusi, e pare che frequentare gli Ostelli per la gioventù possa essere la chiave giusta per favorire questi due sogni.

Le persone abituate a soggiornare in Ostello hanno infatti maggiori chance di far carriera, perché solo in questo tipo di strutture possono vivere esperienze basilari per la propria crescita personale e fondamentali per intraprendere la via del successo.

Questa  considerazione si evince dagli scritti pedagogici e dagli editoriali di Aldo Franco Pessina, nume tutelare di AIG-Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù (https://www.aighostels.it/it), suo fondatore nel lontano 1945 e sostenitore per una vita intera.

Scritti che sarà presto possibile consultare nel libro  “Camminare insieme. Storia e missione dell’Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù e del sua fondatore Aldo Franco Pessina” (a cura di Roberto Messina e Carmelo Lentino, con prefazione di Filippo Capellupo) che ripercorre, appunto, figura, opere e pensiero di Pessina.

  1. Una delle principali ragioni su cui poggia questa sua teoria è il fatto che negli Ostelli si fa esperienza di “condivisione” con gli altri viaggiatori:
  2. spazi, camere, talvolta bagni, sala tv, giochi, lettura, bar, sale colazione, aree di svago aperte a tutti,
  3. fanno qui il paio con comuni interessi, aspirazioni, idee ed entusiasmo.
  4. Ed è proprio in un contesto simile che si impara intanto ad apprezzare l’incontro, il confronto, la convivialità, e a coltivare la curiosità culturale.

Viaggiare per Ostelli – fa eco il Presidente nazionale di AIG Filippo Capellupo che ha raccolto il testimone spirituale di Aldo Franco Pessina, “è un’efficace palestra di vita, linfa per lo spirito di adattamento, per l’abbattimento dei pregiudizi e delle timidezze, e una vera fonte di conoscenze e di ispirazioni. Dunque ossigeno e benzina per la crescita e la ‘carriera’”.

  • Ma non solo questo. Pessina si spinge anche più in là, quando sostiene, giustamente e dati alla mano che:
  • “gli Ostelli sono meta per stabilire rapporti tra uomo e uomo
  • che disparità di evoluzione delle singole nazioni, fittizie barriere di confini, sommovimenti sociali, calamità possono aver minato e, di volta in volta, impedito”.
  • Ed è appunto negli Ostelli della gioventù che si formano gli orientamenti che favoriscono una crescita del senso civile individuale e quello di comunità civili. “Non a caso – chiarisce in un suo scritto del 1969- e a riprova di ciò, si assiste nel mondo al fatto che gli Ostelli per la Gioventù sono più diffusi là dove più elevato è il livello civico della popolazione: quindi, o essi sono l’espressione naturale e logica di una comunità che ha già raggiunto un dato livello civico o, viceversa, tale livello civico è una dimostrazione della validità anche degli Ostelli, per elevare il livello civile di una popolazione”.

  • Ci sono varie altre ragioni, comunque, a supporto di questa sua tesi. Per esempio il fatto che un Ostello non è un posto dove si va solo a dormire, ma un luogo in cui ci si predispone comunque alla conoscenza e alla relazione sociale, e dove la corsa e la routine rallentano e le chiusure si sciolgono.
  • Poi, il fatto che saper risparmiare, saper viaggiare senza spendere una fortuna,
  • sapersi arrangiare e manifestare la propria disponibilità e creatività organizzando un po’ da sé lo spostamento,
  • senza aver tutto necessariamente pianificato, abitua ad affrontare necessità e cambiamenti, e quindi ad essere più pragmatici e reattivi.

In Ostello, poi, si aprono sempre nuove situazioni e opportunità, con la possibilità di allargare la propria rete di conoscenze. Qui non ci si chiude in camera a vedere la tv o a chattare, non si resta prigionieri del proprio io, e ci sono sempre pronti tanti amici nuovi con i loro rispettivi “mondi” con cui confrontarsi e rapportarsi per una sana, serena e lucida “contaminazione”.

Un’esperienza di teamwork evidentemente fondamentale, e tanto più necessaria, oggi, nel nostro tempo di globalizzazione galoppante.

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