Progetto Lybra (come sfruttare la decelerazione delle auto per produrre energia)

Da il 18 Giugno 2019

LybraEsiste il modo di sfruttare la decelerazione delle auto, per esempio a un incrocio, a un semaforo, a una rotatoria, per produrre energia elettrica? La risposta è sì. Si tratta di un sistema brevettato dalla start-up Underground Power di Paderno Dugnago, che è riuscita a sviluppare una tecnologia in grado di convertire in elettricità (corrente alternata) l’energia generata dal rallentamento di automezzi quando transitano su pedane appositamente predisposte.
Il funzionamento di Lybra ‒ così è stato chiamato il progetto ‒ è relativamente semplice. Quando il veicolo passa sulla pedana, la velocità e la massa del mezzo comprimono la superficie. Comprimendosi, questa si deforma verticalmente di circa tre centimetri e genera un duplice effetto: il veicolo viene rallentato, incrementando lo sforzo sopportato dalla ruota nel suo movimento in avanti, mentre la compressione della superficie aziona il generatore elettrico.
Messa in questi termini, potrebbe sembrare un affare piuttosto complicato; al contrario, la prima installazione risalente al 2014 nella strada di accesso di un centro commerciale di Rescaldina, ha riscontrato ottimi risultati tanto da ottenere la conseguente certificazione da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Più di recente, un analogo impianto è stato posto all’ingresso di un altro centro commerciale, ad Altavilla Vicentina e se ne profila uno molto interessante in prospettiva presso il casello autostradale di Cordignano sulla A 28.
Nell’ultimo caso, si stima che la capacità produttiva del doppio dispositivo (in entrata e uscita dal casello) genererà oltre 15mila Kwh l’anno, equivalente al fabbisogno di cinque case abitate da quattro persone. Da non sottovalutare il sostanzioso abbattimento di anidride carbonica prodotta (11mila tonnellate in meno) in quanto, agendo da rallentatore, il sistema permetterà un minor uso dei freni e del calore che da essi generato.
Il progetto autostradale è già in corso e segue gli iter amministrativi di prammatica. Al termine dell’installazione, seguiranno nove mesi di test al termine dei quali, se non sorgeranno intoppi, Lybra sarà esteso a tutti i caselli delle Autovie Venete, a cominciare dalla barriera di Trieste Lisert.
Va detto che, inizialmente, l’idea era di sfruttare il moto ondoso dei mari attraverso l’attivazione di boe con all’interno i generatori elettrici; progetto presto accantonato, considerati gli alti costi dei test e l’instabilità del contesto generale, e sostituito con l’attuale.
Il costo di Lybra, comprensivo di progettazione e opere civili ed elettriche, si aggira sui 35mila euro, anche se occorre valutare caso per caso in rapporto al flusso di traffico. Quanto alla manutenzione degli impianti, la stessa viene erogata da aziende certificate.
Per il momento, l’energia prodotta col progetto Lybra è destinata a supportare le necessità dei vari punti dove il sistema è installata. Da parte sua, Informatica Power sta valutando ulteriori progetti che coinvolgeranno sia comuni (Milano, Roma, Messina, Reggio Calabria e Recco) che giganti del calibro di Terna, Tim e Poste Italiane.
Non rimane che seguire nel tempo l’evoluzione del progetto Lybra, di questa tecnologia assolutamente free, con l’auspicio che riesca espandersi in tutto il mondo.

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