Tour alternativi: idee insolite di viaggio, per voi

Da il 3 Novembre 2019

tour alternativiViviamo un’epoca dove tutto è in movimento: dal traffico oltre i limiti della sopportazione al nostro intestino, sottoposto a micidiali torture dagli alimenti spazzatura sponsorizzati da una pubblicità che più aggressiva e invadente non è dato immaginare.

Poi, ci sono i viaggiatori. Abituati da piccolissimi ai fasti (o nefasti) di voli e crociere low-coast e a subire passivamente le bizze di genitori divoratori seriali di percorsi autostradali e di vomitevoli tornanti di montagna, il moderno viaggiatore, appena pervenuto  alla maggiore età, ha già girato per borghi e capitali di mezzo mondo, ne ha ammirato cattedrali e musei, si è perso in pub e tabarin. Cosa inventarsi, allora, per venire incontro a questa massa di turisti annoiati che, non dimentichiamo, fanno girare una tale quantità di quattrini che, messi uno sull’altro, risolverebbero l’economia di una nazione di media grandezza?

Niente panico. Arriva dal Regno Unito ‒ già proprio da chi, forse incautamente, scalpita per uscire dalla CEE; e manco ci riesce ‒ l’ideuzza che potrebbe risolvere il problema. O, almeno limitare i danni. In breve si tratta di questo. Se avete già ammirato il London Eye e l’abbazia di Westminster, se avete visto e rivisto il cambio della guardia con i colbacchi calati sul naso davanti a Buckingam Palace, se avete dominato l’impulso di fare un tuffo nel Tamigi saltando dal Tower Bridge in pieno inverno, se non avete intenzione di replicare tali banalità potreste affidarvi ad una delle iniziative proposte all’interno di un circuito, che definire originale appare alquanto riduttivo. Una serie di tour alternativi, certo meno glamour di quelli canonici, ma non per questo meno curiosi e attraenti.

Il primo si chiama Black History Walk e, come indica la denominazione, intende raccontare l’anima nera della nazione: dai prodomi risalenti alla fine della schiavitù nel diciassettesimo e diciottesimo secolo alla grande ondata d’immigrazione degli anni cinquanta e sessanta con l’arrivo sull’isola di centinaia di migliaia di individui provenienti dall’Africa e, più di recente, dalle isole caraibiche del centro-America. Gente che oggi appare perfettamente integrata nel tessuto sociale, culturale ed economico della capitale inglese e che in qualche modo rappresenta un esempio da emulare in un’epoca in cui il razzismo riemerge un po’ ovunque in Europa. Naturalmente, non tutto gira per il verso giusto e questo speciale tour si prefigge appunto l’obiettivo di far emergere i legami sommersi tra razzismo, commercio e religione tuttora esistenti lasciandosi alle spalle le scintillanti strade del centro e inoltrandosi nella parte più antica e problematica della città.

Poi, c’è l’Unseen tour: l’iniziativa pensata da una piccola impresa solidale, la Sock Mob, si propone di sostenere un certo numero di senza-tetto facendoli diventare guide turistiche nelle zone che frequentano abitualmente. Parliamo di persone con esperienze traumatiche legate alla perdita del lavoro, all’alcolismo, alla droga, che tentano di riacquistare un minimo di dignità e sbarcano il lunario accompagnando i turisti i giro per fabbriche abbandonate e vecchi palazzi in disfacimento all’interno di quartieri, come Camden o Covent Garden, dove nessuno si avventurebbe da solo.

Ancora tour alternativi. Tra le più strampalate segnaliamo il Loo Tour, un viaggio che vuole raccontare l’evoluzione dei bagni pubblici con lo sviluppo della città. E’ noto che nel Medio Evo i sudditi di sua maestà avevano scarsa dimestichezza con il concetto di igiene pubblica e privata. Nel 1851, in occasione della Grande Esposizione Universale, la costruzione di un certo numero di bagni pubblici consentirà infine alle migliaia di visitatori provenienti da diversi paesi di fare i bisogni al riparo da passanti e voyeur. Da quel momento, fu tutto un fiorire di orinatoi, nelle forme e architetture più disparate: civettuoli per le signore, ovviamente ricercati per i nobili, spartani per la plebe. Oggi, le superstiti vestigia di quei bagni vittoriani, trasformate nel tempo in piccoli club o caffetterie, si trovano nell’elegante quartiere di Chelsea e sono meta di curiosi guidati da speciali guide che, anziché usare il classico ombrello per tenere unito i gruppi, inalberano stravaganti sturalavandini.

Per finire, con i tour alternativi, perché non fare un’escursione tra decine di murales, grandi e piccoli, celebri o meno, che fanno capolino sui muri di palazzi abbandonati, all’interno di gallerie delle stazioni della metropolitana, tipo quella di Waterlock ribattezzata Banksy Tunnel in omaggio al celebrato street artist inglese? Per riuscire ad ammirarne un buon numero senza incorrere in incidenti di sorta si è pensato  appunto realizzare un tour con tanto di guide. Non si sa mai!

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