OH LADY, LADY LADY OSCAR

Da il 24 gennaio, 2012

Torna il ciclo di appuntamenti Disapprovare la pioggia, al Caffè 602 (in via mare Adriatico 128, a Spoltore) con un concept liberamente ispirato al mondo così lontano e così vicino dei manga, degli anime, del cosplay. Per questa seconda puntata, il tema è: Ryoko Ikeda, l’autrice di Lady Oscar: l’ambiguità sessuale nella cultura giapponese. L’evento avrà luogo sabato sera, 28, a partire dalle ore 20. Vi prenderanno parte diversi esperti della affascinante materia, come Grazia Di Fabio, insegnante di lingua giapponese; Matteo di Gregorio della Fumetteria Acme di Pescara, anche fondatore del gruppo Cosplay Abruzzo; il prof. Donato D’Annunzio, docente all’Accademia del Fumetto di Pescara; e, last but not least, il prof. Manuel Rosini, grafico e docente presso l’Università Europea del design di Pescara, nonché autore del popolare blog “tokyoclimber.wordpress.com”, sorta di vademecum per tutti quegli italiani-aspiranti-giapponesi. I relatori si confronteranno sull’opera, tutta, e spesso misconosciuta, di Ryoko Ikeda. A cominciare da quella Versailles No Bara, più nota al grande pubblico con il titolo magico di Lady Oscar; passando poi per gli altri capolavori della sua produzione, Caro Fratello e Orpheus, nei quali persiste, come un modulo, il tema dell’ambiguità sessuale in età adolescenziale. Seguiranno i generi yaoi e yuri, manga che raccontano amori di tipo omosessuale, e altri aspetti collaterali al manga, come il cosplay. Il fenomeno sarà sviscerato muovendo dal loro contesto natìo, seppure nella loro ottica connaturata di esportazione “commerciale”: la società e la cultura nipponica. E se Oscar Wilde incarnava un paradigma di simbiosi tra vita e arte, Lady Oscar individua una fattispecie, indiretta ma potentissima, del potere di fascinazione dell’ambiguità sessuale. Un potere sul quale negli anni ha provato a stringersi il laccio della censura. Disapprovare la pioggia, letteratura, arte e media in marcia con la cultura omosessuale. “Mi è sempre sembrata un po’ inutile la disapprovazione dell’omosessualità. È come disapprovare la pioggia” (Francis Maude).

Abbiamo intervistato Roberta D’Intinosante, la critica d’arte che organizza questa serie di eventi.

Come nasce “Disapprovare la pioggia”? E perché questo titolo?

  • Tutto è cominciato dal Festival delle letterature dell’Adriatico, dove fui invitata a introdurre la presentazione di Maura Chiulli e Federica Tuzi, per il tema “Donne, letterature e omosessualità”, intervenendo sui precedenti storico-letterari della tematica omosessuale. Lì ho scoperto, grazie a “Noi e gli altri – riflessioni sullo scrivere gay” di Francesco Gnerre, che esiste una precisa data di nascita della cultura omosessuale: nel 1969, i cosiddetti “moti di Stonewall”. Da allora mi è venuta voglia di sdoganare l’influenza sommersa della cultura omosessuale in ogni forma di comunicazione. L’incontro con Simona Francini, titolare del caffè 602, ha fornito l’occasione materiale.

Parliamo di Lady Oscar. Altro che Lady Gaga. Cosa ha fatto di lei questa immarcescibile icona a uso e consumo del mondo occidentale?

  • Non so esattamente cosa, in Lady Oscar, abbia affascinato milioni di bambini e adulti in tutto il mondo. Forse che l’ambiguo riscuote un certo fascino. L’uomo, si sa, è attratto è spaventato da ciò che non riesce a definire con certezza. O magari è stato il suo modello di donna autoritaria, eppure così fragile sotto il manto di questa apparente autorevolezza. Penso proprio che porrò questa domanda agli esperti.

A te piaceva Lady Oscar? A me da pazzi.

  • Sì, a me piaceva molto Lady Oscar, ma io ero una bambina che desiderava essere il figlio maschio che il suo papà non aveva avuto: per cui lei era una ineguagliabile fonte di ispirazione.

Ryoko Ikeda: a parte Lady Oscar, chi fu costei?

  • Riyoko Ikeda fu l’autrice di manga splendidi, come Orpheus, Caro Fratello, Eroica ed Elisabeth. Tutti minuziosamente incasellati nel loro momento storico, occidentale, di riferimento. Sono splendide miniature contese tra la fantasia e la verità storica. Così che i protagonisti nati dall’immaginazione della Ikeda, si trovano faccia a faccia con Napoleone, con the Virgin Queen, piuttosto che con Robespierre o Maria Antonietta e Lenin. In tutti i suoi lavori, poi, è costante la presenza di personaggi con le fattezze e l’ambiguità sessuale del personaggio di Lady Oscar.

I manga, la cultura e l’opinione pubblica giapponese, e l’omosessualità.

  • Per rispondere a questa domanda interverranno degli esperti. La forma sarà quella della conferenza. Grazia Di Fabio, esperta in lingua e cultura giapponese, saprà dirci qual è il ruolo dell’ambiguità sessuale nella società giapponese, e di conseguenza dell’omosessualità. Da parte mia so che l’ambiguità sessuale è spesso scelta per gli “idols”, star televisive e pubblicitarie di giovane età e bell’spetto. Ma sembra che anche lì l’omosessualità non se la passi benissimo.

Non sarebbe meglio un governo non-tecnico retto con pugno e redini di ferro da Lady Oscar, ambigua sessualmente, ma non politicamente-finanziariamente dicendo?

  • Beh, la dimensione politica di cui faceva parte Lady Oscar pare che non se la sia passata proprio benissimo. Certo, c’è stata la vittoria della democrazia, ma era stata da poco teorizzata, era una bambina, e si sa, ai bambini si dà sempre una mano per facilitare il cammino. Il Terrore, poi, ha dimostrato che i bambini non andrebbero mai lasciati agire in autonomia.

I prossimi incontri di “Disapprovare la pioggia?”.

  • Sabato 11 ci sarà il ritorno del Teatro dei Guasconi, con Orazio Di Vito, Raffaella Cardelli più special guest, per presentare al pubblico la storia di un’affascinante vampira che intrecciava relazioni saffiche con le sue vittime prescelte, Carmilla, nata dalla fantasia di Joseph Sheridan Le Fanu. Poi si parlerà di Sarah Kane, e confronteremo due analisi psicologiche sull’omosessualità molto forti e agli antipodi, quella di Sigmund Freud e quella di Alfred Adler….

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