ENDKADENZ: ECCO IL NUOVO (BELLISSIMO) VERDENA

Da il 21 gennaio, 2015

Verdena_Endkadenz_vol1VERDENA
“ENDKADENZ Vol.1”
Universal Music Italia
Data di uscita: 27 Gennaio

Stipulare idee, sorridere agli dei, captare bisogni immobili.
E‘ un casino ormai.
Faccio come il nevischio, non cambierò mai di stile.
Un nuovo disco dei Verdena è sempre un movimento, una ricerca, una via di fuga dalla prevedibilità.
Se WOW era un’esclamazione quasi categorica, anche se piena di rifrazioni, qui sono i sussurri e le grida, mica solo vocali, a fare da miccia agli incendi di ogni brano. Il brio del risveglio si contrappone al sonno della decadenza. La lotta, magari disillusa, all’accettazione di tutto quello che capita.
I Verdena non abbandonano il loro modo di fare e intendere la musica: lo testimoniano ancora una volta le parole, che non sono mai state così amalgamate ai suoni, al punto da rendere la voce, a tutti gli effetti, uno strumento completo, che non scivola più di lato, ma resta spesso al centro della scena sonora.
Ho una Fissa vola in alto, sostenuto dal vigore della musica, per poi farsi inghiottire dai tasselli musicali e melodici di Puzzle.
Gli spazi interiormente pop di Un po’ esageri, le ossessioni di Sci Desertico, il continuo e laborioso contrasto fra la melodia e il ritmo, meglio, fra il richiamo della limpidezza e la discesa verso l’opacità, fra armonia e distorsione sono la linea che porta da una traccia all’altra, senza cali di tensione, elettrica ed emotiva.
“Endkadenz Vol.1” è un viaggio in cui ogni nota, ogni inflessione del canto e ogni deviazione si accompagnano senza sovrapporsi: il Nevischio che impasta i pensieri e i sentimenti apre, improvvisamente, la porta a un intreccio in cui l’elettrico, l’acustico, la sovrapposizione e la rarefazione sono messe lì, fianco a fianco, con effetti incandescenti.
Non ci sono preminenze, fra la batteria, il basso, la chitarra, tutti gli strumenti che vengono utilizzati perché una canzone suoni bene: conta, decisamente, la coralità.
Apocalittico, magari – lo mostrano bene il tono di Rilievo e i suoi ricami vocali sciamanici, la malinconia dei sensi di Diluvio, che diventa malinconia delle forme, le pulsazioni di Derek –, ma tutt’altro che disintegrato. Nel battito in dissolvenza di Vivere di Conseguenza, nelle circospezioni soniche di Alieni fra di noi, nell’eleganza, tutt’altro che ruvida, di Contro la Ragione ci sono anche i semi del cambiamento, rispetto a quelle che sono le strade percorse fino ad ora da Alberto, Luca e Roberta. Nessuna rivoluzione – e perché mai si dovrebbe rivoluzionare un percorso già di per sé così ostinatamente ricco e vasto? –, ma un deciso affinamento verso un orizzonte sempre più ipnotico malinconico e corrosivo, se serve. L’inno del Perdersi sottolinea questo nuovo equilibrio, fuori dagli schemi troppo rigidi e dai riferimenti troppo obbligati di molti altri.
Il futuro magari non è radioso (vedi Funeralus, che comunque apre la porta a suggestioni, di nuovo, profonde, inattese), ma i Verdena lo canteranno ancora, nel modo migliore: non per sfida, ma semplicemente per attitudine.
Siete liberi di non essere d‘accordo o viceversa.
Questa la tracklist:
01) HO UNA FISSA
02) PUZZLE
03) UN PO’ ESAGERI
04) SCI DESERTICO
05) NEVISCHIO
06) RILIEVO
07) DILUVIO
08) DEREK
09) VIVERE DI CONSEGUENZA
10) ALIENI FRA DI NOI
11) CONTRO LA RAGIONE
12) INNO DEL PERDERSI
13) FUNERALUS
Prodotto da: Alberto Ferrari
Musiche: Verdena
Testi: Alberto Ferrari
Registrato, Mixato e Masterizzato Presso Henhouse Studio (Bg) tra giugno 2013 e novembre 2014 da Alberto Ferrari eccetto “Nevischio”, registrata e mixata da Marco Fasolo.

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