GUIDO CATALANO: IL CRIMINALE POETICO SERIALE IS BACK

Da il 2 febbraio, 2017

guido-catalano-musicultura-2015-foto-lb-11Guido Catalano, il poeta, scrittore e performer torinese più chiacchierato nel nostro Paese, si rimette in marcia per svelare i versi del suo nuovissimo libro di poesie, intitolato Ogni volta che mi baci muore un nazista (in uscita il 2 febbraio 2017 per Rizzoli), e farli riecheggiare in tutto lo Stivale con una nuova, lunga, serie di esibizioni live.

Un ritorno del poeta alla poesia che, dopo un appassionante viaggio nel mondo della prosa con il romanzo D’amore si muore ma io no (Rizzoli – 2016), riporta Catalano a macinare versi e chilometri, tra pagine e date tutte da scoprire.

In Ogni volta che mi baci muore un nazista, Catalano ha raccolto 144 poesie inedite (in realtà molte di più ma a lui piaceva molto, ma proprio molto, il numero 144) disegnando un nuovo coinvolgente viaggio nelle umane emozioni, illuminato dal suo stile inconfondibile. Un modo unico di raccontare i sentimenti e la vita, dannatamente romantico e irresistibilmente comico, che lo ha reso un vero caso editoriale, un criminale poetico seriale, l’ultimo dei poeti o semplicemente un artista in grado di stravolgere le categorie e di occupare uno spazio del quale si ignorava soltanto l’esistenza.

Per festeggiare l’uscita di questa sua ultima fatica, Guido Catalano, dal 4 febbraio fino al 14 maggio, torna in tour per calpestare ancora una volta gli stage dei più prestigiosi live club italiani. Perché il poeta torinese, in fondo, il sogno giovanile di fare la rock star non lo ha mai del tutto abbandonato, anche quando si è innamorato perdutamente della poesia, e così per le sue esibizioni, più simili a concerti di parole che a semplici reading, sceglie sempre palchi dalle assi intrise di musica.

Ad attendere il pubblico dell’Ogni volta che mi baci muore un nazista live tour, gli irrinunciabili cavalli di battaglia e le novità contenute nel nuovo libro: poesie perfette per far innamorare di sé e di Guido Catalano la propria amata; PFR(Poesie di Fine Rapporto) da non usare per corteggiare; poesie allegre per sorridere e poesie tristi per realizzare che la tristezza è solo un momento passeggero che capita a tutti; ritratti poetici di donna; dialoghi sull’amore, sulla vita e tante occasioni per baciarsi e dire addio a un nazista.

Infine, in ogni data, tante sorprese, come grandi ospiti misteriosi e le attesissime lettere della Posta del Colon, uno spazio “socialmente utile” all’interno del quale il poeta professionista vivente Guido Catalano proverà a soccorrere i propri fan.

#OgniVoltaCheMiBaciMuoreUnNazistaLiveTour

04 Febbraio 2017: TEATRO COLOSSEO – Torino

08 Febbraio 2017: ALCATRAZ – Milano

09 Febbraio 2017: SPAZIO MUSICA – Pavia

10 Febbraio 2017: LA CLAQUE – Genova

15 Febbraio 2017: SPAZIO ALFIERI – Firenze

16 Febbraio 2017: CELLAR THEORY – Napoli

17 Febbraio 2017: TEATRO DELLA CONCORDIA – San Costanzo (PU)

18 Febbraio 2017: TEATRO COMUNALE – Cesenatico

22 Marzo 2017: LOCOMOTIV CLUB – Bologna

23 Marzo 2017: AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA – Roma

24 Marzo 2017: SALA DEI NOTARI – Perugia

25 Marzo 2017: TEATRO SCIENTIFICO TEATRO LABORATORIO – Verona

26 Marzo 2017: MAME – Padova

11 Maggio 2017: TEATRO LUX – Pisa

14 Maggio 2017: EREMO CLUB – Molfetta

 

Breve compendio delle gesta del poeta Guido Catalano (aggiornato all’Anno Domini 2017)

 

Guido Catalano nasce a Torino alle 8.50 del mattino del 6 febbraio del 1971.

A 17 anni decide che vuole diventare una rockstar, più tardi ripiega sulla figura di poeta professionista vivente, che ci sono più posti liberi.

Produce sei libri di poesie. Le raccolte Ti amo ma posso spiegarti e Piuttosto che morire m’ammazzo, edite da Miraggi Edizioni, vendono oltre 30.000 copie. Gli addetti ai lavori affermano: “Non ci crediamo!”.

Nell’anno del Grande Gombloddo la lobby dei poeti lo accusa di essere un cabarettista, la loggia dei cabarettisti di essere un poeta, al termine della dura battaglia pronuncia la storica frase: “Anche Montale andava un sacco a capo”.

Feroce polemica unilaterale con Cocciante sulla reale opportunità di regalare a Margherita una stella, esponendo così la povera ragazza a radiazioni nucleari letali (Cocciantone non raccoglie, forse mai verrà informato).

Dopo una serie infinita di letture pubbliche in tutta Italia, la grande presa di coscienza: “Per essere un poeta son troppo di buon umore”.

Nonostante i suoi sorrisi fuori luogo, rimane vittima di un passaparola caino e i suoi versi iniziano a diffondersi sui social, nei bar delle periferie, nei circoli Arci, nelle librerie, sui palchi dei centri sociali, nei festival letterari e anche in quelli musicali. Conquista anche i palchi dei teatri e dei live club più importanti d’Italia e nel frattempo continua a far limonare un sacco, ma proprio un sacco, di persone.

Nel febbraio 2016 pubblica per il prestigioso editore Rizzoli, il primo romanzo dell’ultimo dei poeti, D’amore si muore, ma io no. Per l’occasione dichiara alla stampa: “Chiedermi di scrivere un romanzo è come chiedere a uno che ha sempre corso i 100 metri di tentare la maratona. Ma io amo le sfide e spero che, crampi a parte, questo libro possa regalarmi anche qualche soddisfazione”.

Parte per il suo Grand Tour, dopo più di cento date e 34.000 km percorsi, scopre il Voltaren® e si ritira a vita solitaria nella sua dimora torinese.

Mentre recupera dalle fatiche e dall’acido lattico, dà forma alla sua nuova raccolta Ogni volta che mi baci muore un nazista.

A novembre 2016 arriva sugli schermi del 34° Torino Film Festival con la pellicola Sono Guido E Non Guido, un mockumentary, firmato da Alessandro Maria Buonomo per Elianto Film e Fargo Film, che lo vede protagonista assieme al suo alter ego Armando Catalano.

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