BANANITÀ FOR ALL (NON PARLARMI, FREDDAMI, BELLA BANANA)

Da il 15 gennaio, 2013

Nobody wants to listen to me

Da qualche anno imperversa nella mia vita il mantra “eat this fuckin banana”, qui riportato per motivi topologici e di correttezza intellettuale in una versione soft e cosmopolita. Potrete quindi immaginare la gioia profonda nel sapere di non essere sola al mondo. Qualche mese fa tra gli hyperlink dei social network che utilizzo di più (facebook e tumblr) ho trovato – per fortuna e per similitudine di gusto ed essenza, tra i suggerimenti laterali –  qualcosa di gradito: Bananità.

In questo contesto giallo giallo interagiamo e chiediamo qualche spiegazione alla signora delle banane, Annagina Totaro in un turbine di creatività itterico/provocatoria.

Partiamo dalla fine, presentati un po’…
Annagina, ventisei anni, cattolica praticante a giorni dispari, nei giorni pari vado a confessarmi per i giorni dispari.
Studente modello per i docenti over sessanta, dispensatrice di banane per vocazione.

Bananità è un modus vivendi più che un “progetto” a quanto mi sembra di capire: da dove nasce l’interesse (credo) per la provocazione…perchè proprio la banana(…a parte il fatto che è facile da disegnare!..edddai!!!!)?

Provala a disegnare! Non è facile sai ?????
Cominciamo da qui: Bananità è la mia scelta. Ho deciso di vivere secondo questa filosofia. Arriva quel momento della tua vita in cui non esistono più grigi, ma solo bianchi e neri. È una cosa fantastica: il momento in cui viene fuori il meglio di una persona.
Bananità elimina i paletti, ti dice: “ continui ancora a complicarti la vita? Tranquillizzati. Mangia una banana e vedrai che ti passa tutto”.
Bananità si concentra molto sull’autoironia e su quanto sia facile capovolgere concetti tanto nascosti e poco esposti.
 Lo stereotipo, il luogo comune, l’ambiguità, la provocazione, il sesso, sono racchiuse in questo frutto che nessuno vede come tale.

Dove nasce Miss Banana, qual è il luogo …e qual è il milieu che ha permesso al fiore di sbocciare, al frutto di maturare.

Arrivo da un paese di dieci persone, sette cani e settantadue gatti. Considerato questo, tutto parte dalla repressione: comincia tutto da lì.
Hai dentro miliardi di cose che non riesci a tirare fuori per via delle critiche, dei pregiudizi.
Poi ti fermi, rifletti e pensi: la critica c’è comunque, sempre…ti criticheranno sempre, per una calza smagliata, perché vai in giro ubriaca con 7 ragazzi. A questo punto…perché dovresti rimanere nel riccio (tanto qualcosa la diranno lo stesso): esci e materializza tutto in una banana!

Qual è secondo te la miglior realizzazione pop di Bananità nella storia? L’uso più bello che hanno fatto dell’icona (non mi dire i Velvet underground ti prego…)

Solo un ipocrita non intenditore risponderebbe la banana dei Velvet (applausi, applausi n.d.a.).

Se posso scegliere un’opera che ha a che fare con le banane scelgo “Hombre Banano” dell’artista italiano Blu, realizzato nel 2005 in sud america richiamando quelli che erano i diritti legati alle lotte sui diritti dei bananeros.

Il tuo bananismo si sta prendendo soddisfazioni a Pescara…esposizioni, collaborazioni …cosa pensi che renda questa città un terreno così fertile in tal senso?

Non credo sia una questione geografica, magari lo è semplicemente perché ci vivo qui. È  una questione di curiosità in genere (almeno spero), le banane fanno sempre un certo effetto.
Personalmente non faccio altro che esternare dei pensieri e non stento a dire che per molte persone ormai sono una qualsiasi banana trovata ovunque, che fa pensare, un simbolo.
Non posso essere che soddisfatta: è un po’ come la psicologia inversa, le banane prima o poi saranno alla portata di tutti.

Follow Miss Banana on FACEBOOK: http://www.facebook.com/pages/Bananità/140603349416774?fref=ts

Follow Bananità on TUMBLR: http://yellogina.tumblr.com

Hombre_Banano

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