ABDESSEMED È INNOCENTE (ED È IN MOSTRA AL CENTRE POMPIDOU)

Da il 26 ottobre, 2012

Abdessemed è innocente.

Classe 1971, Adel Abdessemed. Nato in Algeria dove nel 1992 arriva il colpo di stato e dopo due anni abbandona il suo paese per trasferirsi a Parigi, Berlino, New York e infine ancora Parigi.

Artista complesso, contestato e scomodo, e non a caso la nomea di ENFANT TERRIBLE.

Le sue opere sono cruente come solo la realtà sa essere: sesso, religione, politica, morte, assumono un valore spietato e sociale.

Non conosce filtri o mezze misure, un linguaggio semplice e diretto il suo.

La sua è una società aggressiva, prevaricatrice. Una società disagiata dove le differenze di religione, provenienza sociale e geografica diventano motivo di prevaricazione.

I temi ossessivamente presenti in tutte le sue mostre sono la violenza e la morte.

Una violenza vista come una forza drammatica e devastatrice.

La morte è sviscerata, ironizzata, sconsacrata e sofferente.

La forza comunicativa della sua ricerca è quella di caricare le sue opere di un forte senso estetico, “aesthetica” in greco “sensazione”, e pathos dal greco “paschein“, sofferenza, traducendole in allegorie e simboli in continuo divenire.

Sveste una donna musulmana, versa del latte su un viso di pelle nera, un uomo nudo suona il piffero.

Eppure conoscendolo Adel appare un uomo semplice, una forte personalità carismatica per il suo essere così empatico con la società.

Dal 3 ottobre, fino al 13 gennaio 2013 il Museo Pompidou di Parigi espone la personale dell’artista algerino.

La costante è la violenza.

Le sue opere rischiano di sconfinare nel cinismo e nella spettacolarizzazione del dolore, ma la sua capacità critica ed estetica di rappresentazione rende il suo lavoro al fruitore un punto di amara verità su cui riflettere.

Si incontrano pezzi di aerei che formano due serpenti allacciati fra loro: TELLE MERE TEL FILS (2008)  allude alla tragedia dell’11 settembre.

Oppure una grande barca piena di sacchi neri della spazzatura (HOPE): è la sua immigrazione.

La sequenza di grandi cerchi metallici spinati, sono campi di concentramento.

E ancora calchi di macchine carbonizzate (PRACTILE ZERO TOLLERANCE 2006): entrano così nel museo parigino le rivolte delle banlieues.

L’escalation della violenza sale.

L’occhio accarezza le sculture di Cristo in croce (DECOR 2011).

Cristo è un agglomerato di fili spinati.

WHO’AFRAID OF THE BIG BAD WOLF? (2011-2012) è il titolo tristemente ironico del bassorilievo composto da animali morti, imbalsamati e semibruciati.

Le dimensioni sono le stesse di Guernica.

E ancora animali, e ancora violenza nel video USINE (2006).

Animali (cani, gatti, serpenti, rospi, galli..) come gli uomini, come la società, combattono dentro una fossa, in modo atroce, irrispettoso, osceno.

Questa è l’opera di Adel Abdessemed: animalità, nudità e violenza.

Le immagini sono innocenti.

Io sono innocente.

JE SUIS INNOCENT

About Ilaria Bibbo

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*