PER MARIANGELA MELATO

Da il 11 gennaio, 2013

Mariangela-Melato-con-Giannini-in-TravoltiA forza di ripeterlo mi vengono le lacrime agli occhi.

La grande, la diva, la voce e soprattutto la Donna è andata via.

Mariangela  Melato, l’attrice e il talento hanno deposto la maschera.

A dire il vero,  ne conservo il nome.

I miei si erano appena conosciuti e così, a mo’ di scherzo , guardando un film con lei protagonista, hanno  detto , se facciamo una figlia la chiamiamo Mariangela.  Dunque, a onor del  vero le sono debitrice.

Lei, classe 1941, milanese, dopo aver vissuto un’infanzia non priva di complicazioni, diplomata attrice presso la scuola di recitazione di Esperia Seriani, inizia a muovere i primi passi nel teatro e grazie a un carisma e un talento straordinari, una bellezza irregolare, diventa protagonista nel cuore del piccolo pubblico.

Il debutto con il cinema e il grande pubblico lo si ebbe nel 1969 grazie a Pupi Avati con il film Thomas.

L’esordiente Pupi Avati attende un’attrice che deve interpretare una costumista, un imprevisto e l’ interprete chiede all’amica Mariangela di andare a fare il provino al posto suo.

La forza espressiva e il suo temperamento impressionano il regista bolognese tanto da assegnarle immediatamente la parte e profetizzandole un destino superbo.

Da qui in avanti, con l’esplosione negli anni ’70, la Melato spadroneggia in tv, a teatro, al cinema in Italia e all’estero.

Ma sarà grazie all’intuizione geniale di Lina Wertmuller che la Melato in coppia fissa con Giancarlo Giannini fonda la sua arte magistrale fatta di registri comici e di battute memorabili.

Nel 1972, i due gireranno Mimì metallurgico ferito nell’onore, che frutterà alla Melato il Nastro d’argento come miglior attrice.  In seguito verranno il cult Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto (1974) che è forse  il suo miglior film e il suo miglior ruolo (quello di una ricca signora milanese che dopo un naufragio in un’isola deserta del Mediterraneo diventa schiava d’amore e di sesso del suo stesso Salvatore meridionale marinaio).  Verrà diretta da Vittorio De Sica in “Lo chiameremo Andrea” (1972) e da Francesco Massaro ne “Il generale dorme in piedi” (1972). Si aggiudicherà poi un altro David di Donatello per la magnifica interpretazione del comico“La poliziotta” (1974), di Carlo Vanzina.

Sarà diretta anche da Mario  Monicelli per cui sarà protagonista di “Caro Michele”, con cui vincerà di nuovo il nastro d’argento.

E via via  una filmografia gigantesca fatta di innumerevoli successi e riconoscimenti; e poi il ritorno a teatro, che diventa la sua amata casa.  Reincarna i classici della tragedia greca con Medea, Fedra; la duplicità pirandelliana, la Bisbetica domata di Shakespeare…

Dal 1993 era legata al Teatro Stabile di Genova per il quale aveva messo in scena gli spettacoli ‘Un tram che si chiama desiderio’ presentato anche a Spoleto per il Festival dei Due Mondi e ‘L’affare Makropulos’, ancora per la regia di Luca Ronconi.

Lavorò anche in televisione, ultimamente aveva collaborato a ‘Rebecca, la prima moglie’ (2008), mentre era proseguito maggiormente il suo impegno a teatro con ‘Il lutto si addice ad Elettra’ (1996), ‘Le dame de Chez Maxim’ (1998), ‘Fedra’ (1999), ‘Un amore nello specchio’ e ‘Madre coraggio’ (2002), ‘La centaura’ (2004), ‘Chi ha paura di Virginia Wolf’ (2005) e ‘Il dolore’ (2010).

Ma oltre le sua doti di attrice la Melato resterà alla memoria di molti per la sua unicità in fatto di grandezza umana: icona versatile, anticonvenzionale, libera, sagace, di donna a 360° , donna capace di scegliere e di essere madre del proprio talento artistico, pilastro della modernità, dell’assioma carnale con il proprio mondo, e di democrazia libera. Una donna da eleggere a l’esempio per le nuove generazioni.

Grazie Mariangela.

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