ROMA WEB FEST, HA VINTO IL FUTURO DEL CINEMA

Da il 1 ottobre, 2014

sssVincono le storie metropolitane di Milano Underground, progetto ideato da Giovanni Esposito e basato sul crowdsoursing, con il contributo degli utenti, e vince il mondo delle università italiane che arrancano tra carenza di aule – e troppo spesso di senso – ben raccontato da Edoardo Ferrario in Esami. Queste le web series più apprezzate nella seconda edizione del festival romano Roma Web Fest dedicato a un ‘nuovo cinema’ e a una ‘nuova televisione’ cWhe sembrano crescere e affiancare le grandi produzioni tradizionali con pochi mezzi ma tanta dignità. Tra i diversi premi, una menzione speciale per Preti, straordinaria serie a fumetti realizzata da Astutillo Smeriglia, che affronta con raffinata comicità i luoghi comuni e le contraddizioni della Chiesa e della sua morale con un’animazione fatta di disegni puliti e movimenti ridotti; mentre ad Ivan Silvestrini va il premio per la miglior regia per la serie Under, scritta dal regista stesso e liberamente tratta dall’omonimo romanzo di Giulia Gubelli.

Il Roma Web Fest mantiene la promessa iniziale di non essere soltanto uno dei tanti appuntamenti mondani romani ma un luogo d’incontro – e che bel luogo il MAXXI – tra giovani talenti, istituzioni, brand e produzioni. L’idea è quella di promuovere accanto a un concorso una vera e propria fiera-mercato che metta in contatto realtà altrimenti isolate.

E questo può ben spiegarcelo l’ideatrice e direttore artistico del festival, Janet De Nardis, favolosa come una star e concreta quanto una manager: “L’Italia è il primo paese in Europa nella produzione di web-series, anche se in altri paesi come la Francia, a questo settore specifico viene destinato un fondo dal Ministero. Questo festival è stato creato per far emergere i nuovi talenti ma soprattutto per creare un mercato, che può andare dal Cinema alle web-series brandizzate. In soli due anni l’interesse dei produttori è mutato, e da un primo approccio puramente conoscitivo si è trasformato in un interesse molto concreto: i produttori sono arrivati l’anno scorso al Roma Web Fest per curiosare e adesso vengono per comprare, e quest’anno abbiamo avuto Palomar, Cattleya, Indigo Film, Rai Fiction, Inside Production”.

All’interno del Roma Web Series, oltre alle proiezioni, diversi i momenti per workshop, tavole rotonde, e spazi per altre realtà della rete come blog, comunicazione digitale e web radio.

Il tutto fortemente in linea con il pensiero ben espresso in una slide di una tavola rotonda: Difendersi dal web. E se invece attaccassimo?

Cercando di catalogare le web series – figlie della televisione, cugine dei corti ma sempre pronipoti di sua maestà di il denaro –, Ozio Magazine incontra tre protagonisti importanti di questa seconda edizione, e cerca di mettere a fuoco con loro tre fattori che ci sembrano fondamentali per questo pazzo mondo delle web series: il denaro, la brevità, l’ironia.

Chiediamo ad Edoardo Ferrario, di Esami, se – come direbbe uno dei suoi personaggi – “che e ueb series ce se po’ campa’” (Si può sperare in una qualche forma di introito? ndr). E lui ci risponde secco: “No, non c’è un guadagno diretto per il momento. Tuttavia le cose stanno cambiando e l’interesse dei produttori è reale. Le web series non hanno i numeri che ottengono gli youtuber ovviamente, ma proprio perché sono ‘serie’ contengono l’elemento della narrazione e sono forse un’evoluzione di una televisione che ormai non vede più nessuno.”

La velocità e la brevità sono tutto?

“Forse quella della brevità non è una regola ferrea – ci dice Ivan Silvestrini della pluripremiata Under -, se il ritmo interno è buono non è detto che la durata debba essere necessariamente limitata. E’ certo però che mediamente il pubblico ha una grande resistenza di fronte a cose che durano venti o trenta minuti, e nel web il narratore si deve confrontare con un utente che cambia velocemente e che in un certo senso è spietato.”

Ad Astutillo Smeriglia, autore di Preti e del blog ‘In coma è meglio’, chiediamo: si può andare oltre la comicità e l’ironia?

“Penso che l’ironia sia un elemento fondamentale delle cose che girano in rete, insieme all’immediatezza, la brevità, la saccenteria e i gattini. La mia impressione è che Proust o Tolstoj non avrebbero molti like.

Ho l’impressione che questo dipenda dal modo in cui perlopiù si usa la rete. Tolto l’uso che se ne fa per lavoro, la rete viene di solito usata nelle pause, quando capita e magari per pochi minuti, e ci si può imbattere più o meno in qualsiasi cosa. Almeno io la uso così. Non credo mi verrebbe mai voglia di leggere il blog di un novello Joyce mentre aspetto l’autobus…”

Certo il web è spesso accusato di contenere – per sua natura – molta spazzatura ma anche fenomeni ancora da comprendere, per non parlare del noto ‘fattore imponderabile’ che si nasconde dietro i post di Gianni Morandi, l’uomo dal milione di amici su facebook.

Ma per questo vale l’insegnamento di equilibrismo di sempre: continuiamo a fare surf sulla grande fuffa!

Consigliati da Ozio Magazine:

Milano Underground

http://www.milanounderground.com

Esami

http://www.youtube.com/watch?v=03qVICS0LEc

Preti

http://www.youtube.com/watch?v=Mf_AQBqXf-U

In coma è meglio

http://incomaemeglio.blogspot.com

Under

http://under.nanopress.it

(Nelle foto, un’immagine di scena del fashion film Jars, e una foto della bellissima Luisiana Di Federicsso, tra le rivelazioni e regine del Festival)

About Francesca Ventura Piselli

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