SALVIAMO LA PICCOLA NOEMI

Da il 26 novembre, 2013

161655692-4760ef79-c7fe-4201-a04a-264501e33b8dLo stillicidio tragico continua.

Suona come il più intollerabile e ferale dei colpi da k.o. quello sferrato contro la piccola Noemi, la bambina abruzzese di soltanto 18 mesi che sta morendo perché i guardiani del faro scientifico hanno detto che no, non si può fare, nessuna trasgressione all’ortodossia, il metodo Stamina del prof. Vannoni  non può essere preso seriamente in considerazione, non può essere adottato, neppure nei casi disperati e senz’altra cura medica possibile,  nemmeno come cosiddetta cura compassionevole, nonostante la battaglia fatti alla mano della trasmissione televisiva Le Iene, a dispetto dell’esposizione in prima linea di Papa Francesco, che ha incontrato Noemi e i suoi genitori e che ha sposato, implicitamente, la loro causa.

La causa di bambini innocenti affetti da una terribile malattia, la Sma, che li conduce dritti alla morte. Soltanto il metodo Stamina era parso rallentare davvero l’avanzare della altrimenti incurabile malattia. Infusione dopo infusione di cellule staminali, i miglioramenti parevano lampanti. Ma il comitato scientifico nominato, un po’ alla Ponzio Pilato, dal Ministero della salute, è cronaca delle scorse settimane, l’ha bocciato. Mentre è notizia di ieri la protesta davanti a Montecitorio dei malati che vorrebbero accedere al metodo Stamina. Alcuni di loro si sono persino “dati sangue in piazza”.

Ed è notizia di queste ore che il giudice del lavoro dell’Aquila ha rigettato il ricorso per l’ accesso alla cura Stamina per la piccola Noemi. Il no sopraggiunge dopo gli altri due dinieghi dei giudici di Chieti. «Una doccia fredda», ha affermato il papà della bambina abruzzese di Guardiagrele, ricoverata da due giorni in ospedale.

Noemi è stata ricoverata d’ urgenza domenica pomeriggio all’ospedale di Chieti. «Ha rischiato di morire e ora arriva il no del giudice. Un padre nelle mie condizioni cosa dovrebbe fare?», si chiede Andrea. «Oggi – aggiunge il papà di Noemi – rischiavamo che stavamo piangendo Noemi. Chi di dovere deve fare le cose. I responsabili escano allo scoperto».

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