SENZA ASSALTI NON SO ESSERE FELICE: INTERVISTA A MILITANT A

Da il 21 settembre, 2013

DSC_5594Sabato scorso, a conclusione del 3° torneo antirazzista tenutosi a Teramo, hanno suonato gli Assalti Frontali.

Doverosa premessa: per chi li conosce non serve aggiungere altro, per gli altri credo che basti dire che sono una delle pietre miliari del rap in Italia. E’ uscita nel 2012 una raccolta dei loro pezzi migliori, “Let’s go – Senza lotta non so essere felice”, che con venti brani testimonia 20 anni di attività.
Il concerto è stato come sempre trascinante e coinvolgente, soprattutto per l’interpretazione dei pezzi di Militant A affiancato da Pol G e Ill Nano, un freestyler scatenato.
Con sette album all’attivo, la selezione dei brani è stata bilanciata tra più e meno recenti; dalla mia preferita, l’intramontabile ‘Va tutto bene’, a ‘Rotta indipendente’, passando per ‘Mappe della libertà’ e ‘Avere vent’anni’.
Quando ascolto gli Assalti Frontali non riesco a separare forma e contenuto, rimango stupito che ci sia  ancora un rap che dia un messaggio che a canzone finita ti faccia riflettere su quello che hai appena ascoltato. Alla fine del concerto Militant A mi concede gentilmente un po’ di tempo per rispondere a qualche mia domanda. Inizio con quella che forse sembrerà la più scontata, ma per la quale sono forse più curioso.

Cosa pensi del rap di ultima generazione, quello delle nuove leve, che appare piuttosto differente da come era in origine?
Nuoce soprattutto a chi lo fa perché crea un grande ego e si pensa di fare chissà cosa. Le parole sono importanti, dietro le parole ci sono i pensieri, dietro i linguaggi ci sono le culture e spesso i ‘pischelli’ seguono culture e linguaggi che li portano fuori strada: è un peccato e uno spreco. Poi è chiaro che il rap può essere sfruttato e utilizzato in tanti modi come si fa in tutto il mondo, così in Italia. Detto questo il rap nasce da altre esigenze come quella dell’espressione e della comunicazione. Credo che tanti ragazzi non sanno che col cuore amano un altro tipo di rap anche se seguono questo, invece sono nostri, o potrebbero diventarli da un momento all’altro.

Fonti di ispirazioni?
Sono uno che seguiva il movimento dall’inizio e ho comprato dischi fino all’88, per cui oggi come oggi quei punti di riferimento musicali non ci sono più. Per me il rap, quello che canto io, è uno spirito.
In conclusione no, in questo momento non ne ho.

Fantapolitica: puoi far approvare tre leggi immediatamente, come se fossero i tre desideri del genio della lampada.

Le prime tre leggi che farei: azzeramento totale del debito, quindi ristabilimento del bilancio, stipendi e tutto quello che ne consegue. Sovranità militare azzerata, e cioè tutte le basi militari fuori dall’Italia, e affermazione della sovranità territoriale di tutte le comunità come in Val Susa, e, terza legge l’istruzione pubblica. Sarebbe una rivoluzione, però farebbe venir voglia di riabitare questo paese, che in questo momento mi sembra molto depresso e ha bisogno di momenti di rivoluzione per dare speranza a tutti, anche perché avere vent’anni oggi in Italia quasi non ha senso: tutte le strade sono interrotte, le porte chiuse.

Visto il momento particolare, cosa pensi dell’Europa e dell’Euro?
L’Europa è un destino per tutti come lo è il mondo. I confini, in generale, sono un’invenzione, un artificiocome l’Italia d’altronde, e come tutti i confini europei; per cui dobbiamo guardare a una dimensione europea, che sia tramite l’Euro o altre forme, perché in fondo è giusto che sia così, e non pensare in termini nazionali.

Per concludere citaerei il testo di una loro canzone, ‘Ribelli a vita’: “ASSALTI E’ SEMPRE AL TOP!”

 

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