VASTO SIREN FESTIVAL 2016: CRONACA DI UN AMORE

Da il 29 luglio, 2016

editors_band_house_look_tattoo_12317_1920x1080Laudi del cielo del mare della terra e degli eroi

Città di Histon, latinizzata Histonium, figlia di Diomede e di leggende sannite: eccoti Vasto, in tutta la tua magnificenza.

Respiri d’estate, salsedine in unità di profumi a 30° C, tutto convogliato in un centro urbano pregno di vie petrose e di solenni ispanismi.

Delicati richiami panici invadono corpo e mente in quel della provincia teatina, nel gioiello cittadino per eccellenza del litorale abruzzese, tra universitari in standby, cultori musicali, famiglie e bambini immersi in una location dal mood esotico e tipicamente estivo.

Questa la cornice del Vasto Siren Festival 2016, l’happening abruzzese giunto alla sua terza edizione che anche quest’anno ha regalato ai suoi spettatori cromatismi emozionali a ritmo di frequenza cardiaca, mediante una consueta e internazionale line up musicale senza precedenti: The Notwist, Editors, The Thurston Moore Group, Powell, Gold Panda, Nosaj Thing, Adam Green, A.R. Kane, Calcutta, I Cani la band, Motta e tanti altri. Il 2014/2015 il festival ha visto varcare i palchi della costa d’Annunziana nomi del calibro dei The National, Mogway, John Grant, James Blake e Jon Hopkins, fidelizzando un pubblico sempre più selezionato e riuscendo a farsi conoscere come uno degli eventi più attesi della young italian summer.

Ci sono stata la prima serata.

A voi, tra suggestioni e assonanze, il riassunto tripartito di venerdì 22 luglio.

ore 21 – Nel classicheggiante Cortile D’Avalos tra arcate e paraste ioniche, l’epifania elettronica del nippo-americano Nosaj Thing alias Jason Chung.

Suoni ricercati senza se e senza ma, danze dionisiache partorite da ritmi forbiti ed essenziali, accompagnati da video-proiezioni minimalmente black&white.

Dimensioni liquide dell’io attraverso puri bip e voci femminili mixate al tocco di un giovane maestro di genere.

ore 22:45 – Adam Green, singolare uomo di folk vestito, cantautore dai movimenti bizzarri e dal timbro ‘On the road’.

Una moltitudine di colori carnascialeschi ricoprono la parete centrale del nostro courtyard. L’atmosfera si fa festosamente allegra, a tratti intimamente romantica.

Strani cappelli dal sapore fantasy/country quelli dei nostri musicisti made in USA e figli di un antico presente.

ore 23 – Il principe Tom Smith apre con Sugar (The Weight Of Your Love) una delle più incredibili date dell’ultimo anno. Pubblico adrenalinico canta in coro, si agita all’unisono. Energie brit segnate da un frontman distinto dalla camicia bianca e dalla verve di un istrionico mago dell’alternative music. Assolo al piano, chitarre da Papillon e una band che come al solito non lascia insoddisfatti. Un parterre attivamente coinvolto, energicamente partecipe, Editors gioiosi e ricchi di bis e doppi bis.

Nella suggestiva Piazza del popolo, tra antichi edifici e lampioni soffusi, le note del gruppo di Stafford hanno toccato l’anima ancora una volta, regalando ai fan due ore di emozioni in note no stop.

Triade divina, o bellissima manifestazione d’arte in una location DOC di casa nostra, apprezzata da voyeurs casuali e frequentatori affezionati, come ad esempio il mecenate americano innamorato della storica cittadella, che tre anni fa ha deciso di dare il via a questo splendido momento di comunione musicale dal gusto indipendente e pregiato.

Aspettando la nuova edition 2017, ci consoliamo riascoltando a profusione dischi amati e nuove rivelazioni. Dopo Tycho la fame continua e non s’arresta un’ora, electro moment sulla riva di un tramonto estivo tra il blu oceanico e l’azzurro turchino, quando il pensiero si disperde nel mare con gli occhi chiusi e un sonoro invito al viaggio.

About Luisiana Di Federico

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