ZAFFERANO DELL’AQUILA: CRONACA DI UN CONVEGNO

Da il 23 ottobre, 2013

IMG_20131018_215037Il Convegno “ZAFFERANO ZAAFRAN: Risorsa Economica, Turistica e Culturale”, tenutosi presso l’Hotel Villa Maria di Francavilla, ha riunito oltre 200 partecipanti tra imprenditori, politici, esperti sul tema, studenti degli istituti alberghieri, universitari, giornalisti, appassionati e curiosi. C’eravamo anche noi di Ozio Magazine, e possiamo rendervi testimonianza della bontà dell’iniziativa. Non il solito simposio autoreferenziale e fine a se stesso, “iperuranico”, o clientelare; ma una giornata tesa verso obiettivi concreti e tangibili, una miliare tappa zero, una corale presa di coscienza che ha sicuramente arricchito chi vi ha preso parte.

Può dirsi insomma pienamente centrato il fine prefisso: quello di sensibilizzare l’opinione pubblica, politica ed imprenditoriale sulla necessità di salvaguardare la coltura della preziosa spezia che, oltre a rappresentare una risorsa economica, turistica e culturale, raffigura anche una difesa delle tradizioni e dell’ambiente mediterraneo italiano.

Lo zafferano dell’Aquila, coltivato nella piana di Navelli, è infatti lo zafferano più pregiato e ricercato al mondo. E non è affatto vero che costi cifre esorbitanti, visto che con un grammo di zafferano ci si cucina per mesi. Poi la gente spende fior di quattrini per controverse buste di zafferano “spacciate” al supermercato, mentre a Milano, il risotto alla milanese lo si prepara con zafferano iraniano.

Sarebbe ora che l’Abruzzo si svegliasse e facesse quadrato (e marketing stratificato) a difesa e a sviluppo dei suoi tesori.

Il convegno, moderato da Lucio Valentini, si è aperto con i saluti di Nazario Pagano, Presidente del Consiglio regionale che ha espresso l’impegno della Regione Abruzzo di favorire la preziosa coltura dello zafferano dell’Aquila Dop la cui eccellenza è unanimemente riconosciuta a livello mondiale; Paolo Longo, dell’Assessorato all’agricoltura della Regione Abruzzo è intervenuto in rappresentanza dell’assessore alle Politiche agricole e di sviluppo rurale, Mauro Febbo il cui impegno «sarà quello di indirizzare i produttori verso la certificazione bio necessaria per favorire la commercializzazione nel canale dei negozi specializzati in prodotti biologici». E’ poi seguito l’intervento di Valentino Di Marzio, Presidente della Cooperativa Altopiano di Navelli, che ha portato i saluti anche di Giovanni Mastropietro, Presidente del Consorzio per la tutela dello Zafferano dell’Aquila. La Cooperativa Altopiano di Navelli ha partecipato attivamente al dibattito grazie a due rappresentanti di spicco in prima fila: Gina Sarra e Dina Paoletti.

Dalla Toscana, in videoconferenza in diretta, l’importante invito di Giovanni Piscolla, presidente dell’Associazione Zafferano Italiano alle Aziende abruzzesi di unirsi al marchio “Città dello Zafferano”, un progetto sviluppato con fatica e dedizione dai produttori di Zafferano italiani con lo scopo di tutelare il prodotto a livello nazionale e allo stesso tempo di valorizzare le singole realtà territoriali.

Hanno dunque avuto inizio gli interventi scientifici con tre esponenti di spicco del CNR, della multinazionale dei fertilizzanti per l’agricoltura VALAGRO e dell’Agenzia Spaziale Italiana. Giuseppe Ruberto, membro del CNR e dell’Istituto di biochimica molecolare è arrivato da Catania per illustrare le preziose virtù dello zafferano nel suo aspetto metabolico. Grazie alle sue particolari e per certi versi uniche caratteristiche biologiche e fisiologhe, lo zafferano può essere coltivato in terreni marginali ed essere incluso fra le coltivazioni a basso impatto ambientale, rappresentando quindi una coltura che ben si adatta ad una agricoltura sostenibile’.

Il  dottore di ricerca in fisiologia vegetale della VALAGRO Giovanni Povero ha affascinato la platea descrivendo la spezia dal punto di vista agronomico, raccontando le sue delicate fasi di raccolta e le peculiarità delle piante coltivate nella provincia dell’Aquila che le distinguono dalle altre varietà esistenti.

L’intervento di Vania Griffo, nutrizionista dell’Agenzia spaziale italiana, che è arrivata da Roma, ha messo in luce le numerose proprietà terapeutiche e gli effetti benefici legati al consumo della regina delle spezie. Lo zafferano, infatti, compendia un gran numero di aspetti positivi: oltre ad essere antisettico e antiossidante, gli estratti di zafferano si stanno rivelando un prezioso alleato nelle situazioni di stress emozionale, riducendo la fame nervosa, responsabile dellʼaumento ponderale. Sono anche state testate in laboratorio le sue proprietà come antidepressivo naturale, privo di molti degli effetti collaterali dei farmaci di sintesi.

Una riflessione più strettamente gastonomica sull’impiego dello zafferano in cucina è stata tenuta dallo chef, orgogliosamente abruzzese, Sergio Maria Teutonico, titolare della scuola di cucina La palestra del cibo con sedi a Torino e Roma, conduttore della fortunata trasmissione Colto e Mangiato in onda ogni giorno su Alice Tv che ha affermato “lancio una sfida: non consideriamolo una spezia, lo zafferano è zafferano, va trattato come un’eccellenza, perché valorizza l’alta cucina. […]. Cucinatelo. Attraverso i piatti la coltura si salva”.

Poi la presentazione del libro ZAFFERANO-ZAAFRAN da cui ha preso il titolo questo importante convegno, da un’idea degli autori Luciano D’Angelo e Sandro Visca che hanno voluto rendere omaggio alla loro terra con un prezioso volume ricco di illustrazioni, immagini, testi poetici inediti di Marco Tornar presentati dall’inossidabile Federico Fazzuoli che è stato un caposcuola della grande famiglia Rai concependo trasmissioni da oltre 9 milioni di telespettatori come Linea Verde. “Questa è un’opera d’arte – ha detto Fazzuoli riferendosi al volume di ZAFFERANO-ZAAFRAN – fatta da due artisti veri. Si capisce dai testi e dalle incisioni di Sandro Visca, preziosissime. Si avverte subito dalle foto di Luciano D’Angelo, uniche. Il libro racconta storie. E presenta lo zafferano qual è: un diamante”.

E in serata tutti a tavola, con una cena di gala a base di zafferano dell’Aquila DOP, curata dallo Chef abruzzese Marcello Spadone, titolare del ristorante “La Bandiera”, ospite per la serata nelle cucine di Villa Maria che ha letteralmente stregato noi 150 ospiti con il suo sublime Uovo d’Oro preceduto da una croccante insalatina di Erbe spontanee, formaggio di capra e caramello allo zafferano seguite da pappardelle alla genovese d’anatra; agnello pane menta e campagna e, per finire, crema bruciata alla liquirizia e gelato allo zafferano. I vini selezionati in abbinamento alla raffinatissima cena sono stati Marramiero Brut Metodo Classico, Zaccagnini San Clemente Trebbiano d’Abruzzo, Marramiero Inferi Montepulcianbo Doc e Zaccagnini Plaisir Bianco Passito.

 

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