APPLAUSI PER NANNI

Da il 25 giugno, 2012

 “Quando voglio andare in vacanza, faccio teatro”. Walter Nanni ha un anno più di me, ma a vederlo, sembra anche lui un ragazzone. Con una luce vitalistica e artistica negli occhi. Quest’inverno è tornato in teatro, nel suo teatro, il Teatro dei Satiri di Roma, piccolo grande tempio della comicità non soltanto romana, con “Il Sesso forte”. Nel 2013 lo porterà in tournée in tutt’italia. “Il teatro è il mio rifugio. Ma negli ultimi anni non è stato la mia attività principale”. Al Teatro dei Satiri Walter è stanziale da quasi dieci anni, “una palestra formativa incredibile”. Lasciati la tv e i palcoscenici abruzzesi, questo palco, questa metropoli seppero accoglierlo subito con tentacolare, materno slancio. Il secondo spartiacque della sua carriera risale al 2004, l’incontro con Cinzia Leone (ricordate i più fortunati programmi satirici di Serena Dandini?), per cui scrisse e diresse applauditi spettacoli teatrali.

Da quattro anni poi, e soprattutto, imprendibile, Walter Nanni fa il filmaker, il documentarista, il regista di docufilm. Ed è questo il suo futuro. “Ho sempre considerato la macchina da presa come la mia meta. Già da ragazzo curavo il montaggio delle mie trasmissioni. A un certo punto mi sono messo a studiare cinema”. Dietro la cinepresa Walter riscopre se stesso. “Non trattengo nulla. Anche la più minuscola delle inquadrature mi procura una gioia infinita”. Ecco “Colpa nostra”, sedimento istantaneo di una mala-epoca, il suo primo lungometraggio, realizzato col giornalista Giuseppe Caporale, con cui avvia una stretta collaborazione. Prima c’era stato un documentario realizzato in Canada, “Spaghetti e ketchup”, sul tema dell’immigrazione italiana. “Per me, che venivo dalla comicità, ci fu un improvviso passaggio al dramma. E mentre procedevo con le riprese mi resi conto di quanto mi fossero servite tutte le mie disparate esperienze precedenti: l’animazione, il giornalismo, il comico…”. “Colpa nostra”, documentario di denuncia sulla gestione dell’immediato post-terremoto de L’Aquila, fa incetta di premi. “Colpa nostra”, atto d’amore per la propria terra umiliata e offesa. “Stavamo raccontando una cosa brutta. Bisognava evitare di raccontarla in maniera brutta”. “Come registi mi piacciono molto Virzì e Paolo Sorrentino. Ma più che pellicole di pura fiction, mi piacerebbe dirigere un documentario alla Michael Moore. Vorrei continuare a trattare temi importanti, sempre con levità, e un po’ di ironia”.

E pensare che Walter Nanni cominciò, giovanissimo, come animatore turistico, poi come cabarettista, poi come giornalista, infine come personaggio noto e dirompente dei palinsesti televisivi abruzzesi. “Erano anni di fame creativa ed esistenziale. Avevo in corpo un’energia pazzesca”. Poi il teatro, oggi e domani il cinema. “Ho le idee chiare. Mi interessa comunicare”. Cose vere. “Ogni opera d’arte dovrebbe esalare umanità e bellezza”.

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