DIARIO MINIMO DI UNA MAMMA 2.0 (PART. 6)

Da il 28 maggio, 2012

Travaglio, parto, dolore… E’ la prima frase che ho detto a mia figlia, dopo che i medici me l’hanno poggiata in grembo: “Cicoriè, guardami negli occhi… Fai che ne sia valsa la pena!”.

Mi alleno a cambiare i pannolini ad Olivia come il cambio gomme alla Ferrari. Per il momento siamo a 12 min, possiamo migliorare.

Allora Olivia, c’è Barbamamma (la mamma), Barbapapà (il papà), Barbaforte (il forzuto), Barbabravo (il diligente), Barbabarba (il peloso), Barbabella (la carina), Barbarella (la mignotta).

Ho finalmente una scusa per farmi un cd con le sigle dei cartoni animati: è per la bambina!

Olivia tutta presa dal mistero “Chi ha versato la teletubbiepappa?“… Ogni età ha il suo C.S.I.

Il primo biscottino di Olivia nel latte, sorrisone gengivale! Si comincia così, poi iniziano le canne.

“Quando hanno aperto la cella, era già tardi perché, con una corda sul collo, freddo pendeva Michè…”. “Ma devi usare per forza questa come ninna nanna?”. “Ok Manu, cambio: Dormi sepolto in un campo di grano…”.

Dopo un giorno sui tacchi, i miei piedi si squagliano in un paio di ciavatte come le mozzarelle di bufala sulla pizza…

La tisana che ho preso a Lidl si chiama “Fruchetetee”: non so che significa, ma il nome promette bene…

Certe cose si risolvono solo con un vaffanculo!

Uso Facebook per dire a mio marito (che così non può rincorrermi con la cinta) che una sua camicia bianca non è più bianca, ma di non preoccuparsi perchè il rosa va tanto di moda per la stagione 2011/12.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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