GIGIONE AND JO DONATELLO

Da il 26 gennaio, 2012

 

Si balla vaiiii/Do!/evri ballo/i ballo ballo ballo/ehi balla balla balla/i ball‘uagliò!/ehi!/yuh!” (da “Sta‘ ccu me remix”).

Uauuauuau!

La memorabile serata è arrivata. Gigione e Jo Donatello, che stanno a Gigi D‘Alessio e neomelodici come i Pink Floyd stanno alle Vibrazioni, in concerto a Pescara.

L‘arena trabocca di gente. Il tempo sembra essersi fermato. L‘impenetrabile mistero del ventesimo secolo; il segreto inviolato del rock. Gigione porta il tradizionale cappellino a occultare la pelata anteriore; e sugli increspati lunghi capelli che gli fluttuano dietro la nuca, se guardi bene, ci puoi indovinare ‘a lava bisunta de ‘O Vesuvio. Indossa una maglietta-civetta extralarge del merchandising di famiglia (c‘è raffigurato lui nell‘atto di grattarsi), un po‘ stretta ai fianchi, anche perché i fianchi di Gigione più che maniglie dell‘amore sono le maniglie del Golfo ‘O SorrienteJo Donatello invece, che di Gigione è lu figlie, è sistemato così: camicia a fantasia con davanzale turistico per sottoproletarie groupies sul petto, e catenone d‘oro a centomila carati; capigliatura lussureggiante – permanentata da reiterati attacchi sebo-terroristici e da un‘esistenza nomade in tournée -, ingrassata al naturale, modello “spuma del meccanico”. “Ragazza già mi manchi da un po‘/ma il tuo telefonino non ho/la bici sulla sabbia ha scritto già il tuo nome non lo vedi?/ah-ah/di coca cola hai sete però/raccontami di te non lo so/con chi sei stata prima/dov‘è la tua cabina/dai dammi un bacio non dir di no” (“Ragazza dell‘estate“, tratta da un loro concept-album di qualche anno fa sul crepuscolo del monoteismo occidentale del logo).

Nel cielo intanto sono in corso degli allegri bombardamenti terra-aria. Trik e trak, bengala, razzi, missili anti-snob, palle di Maradona. Tutti esplodono qualcosa, anche chi è sprovvisto dei convenzionali fuochi d‘artificio. E‘ possibile scegliere tra due menù, anche se molti le dietetiche cibarie hanno preferito portarsele direttamente da casa: 1) porchetta con paté di arrosticini e salsa di melanzane, ripiena di nutella, 2) salsicce di fegato di rinoceronte soffritte con olio di risulta sopravvissuto a generazioni di arrosti misti. Vai Gigiò! Vai Donatè! Incita la Pigrizia pescarese al gran completo. Un trionfo di canottiere troppo aderenti per contenere la forza d‘urto di migliaia di incredibili Hulk. Un intellettuale della nostra epoca, patrocinato dal Comune, sta giocando al pungiball. Si guarda intorno, fa il finto tonto, distrattamente sogghigna, si deterge il sudore (una rissa?) sulla bocca, prende la rincorsa e assesta un cazzottone il cui riverbero è stato avvertito fino a Manoppello: “Superman, i‘m a superman!”. Le signore, di mezza età ma non mancano le ventenni in maxi-minigonna zebrata e tangata, cantano e danzano fuori dalla grazia di Dio. “Facitece Padre Pio!”. “Facitece ‘a Chiattona!”, “Voglie sentì ‘A carcioffola!”. Gigione e Donatello sfoderano tutti i loro principali successi: “‘O mercedes”, “Te sì mangiata ‘sta banana“, “T‘aggia menà“, “‘A zumbata“, “‘A campagnola“, “Maddalena“. Dediche, baci, autografi. Un famoso politico supplica una foto-ricordo. “Sfaccimme, va‘!”. Uauuauuau!

 

 

 

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One Comment

  1. silvia

    27 gennaio 2012 at 07:30

    L’Intellettuale al pungiball eri tu Maurì??????? SCRITTO CORSARO EPICO!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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