I DOLORI DEL GIOVANE EMO

Da il 26 febbraio, 2012

 Quasi tutti i giovani d’oggi hanno uno stile specifico. Lo stile è lo specchio dell’anima. La cosa più bella è l’esser guardati per strada. Non passare inosservati. Non passare per sfigati. Essere stilosi, averci stile. Ma soprattutto ci sono loro: i giovani emo. E contrapposti ci sono gli altri: i giovani truzzi. La nostra inchiesta inizia proprio dai primi.

Scagli la prima lametta insanguinata o il primo crocifisso glitterato, chi non ha mai incontrato un giovane emo per strada. Gli emo dai su, quei ragazzoni (o quelle pupe) tutti vestiti di nero, attillati, truccati, col fard sbiancante sul viso, il ciuffone, il frangettone tinto asimmetrico, dall’aria triste, disperata, introversi, sensibili, a cavallo del dolore universale della nostra epoca. C’è chi dice che il termine emo derivi da emotional, sottogenere punk degli anni ’80, anche se oggi gli emo ascoltano i Tokio Hotel e i My Chemical Romance: vivi la tua vita in maniera strappalacrime, lancinante e maciullante. C’è chi dice invece che emo venga da emoglobina: sarebbe usanza rituale dei giovani emo, o loro catartico anelito, infatti, il tagliarsi le vene di tanto in tanto.

E’ veramente emo chi si sente particolarmente depresso, perché gli è accaduto qualcosa di terribile, che l’ha cambiato radicalmente, per esempio gli si è smagnetizzato il Bancomat, è ingrassato di mezzo chilo, è sommerso dalle doppie punte o gli fa troppo male un piercing, e ha preso un’infezione, tant’è che è costretto a farsi gli impacchi la sera, all’arsenico e al tè fucsia.

Esiste una variante, una corrente interna tutta esteriore che sta al movimento Emo come il mago Zurlì sta a Marilyn Manson: ovviamente parliamo delle “scene queen” e degliscene king”, i re e le regine della scena, che si vestono in maniera sgargiante e appariscente, coroncine in testa e bacchette magiche e zatteroni taccone quindici, mentre gli emo strettamente intesi vanno sul nero in combinato disposto con un altro colore secco, nero e rosso, nero e blu, maglie con stelle, cuori, teschi.

La seconda vita dei giovani emo corre su Netlog, il loro social network preferito, la loro finestra sul mondo, il luogo in cui poter esprimere tutti se stessi. Su Netlog si massivizza la propria immagine e si confrontano i rispettivi stili e ragionamenti. Perché gli emo riflettono eccome, mica come i loro nemici giurati, i truzzi, che si flettono e basta! E’ proprio su Netlog che ho adescato, spacciandomi per un torturatore cileno ermafrodito in pensione, mister Jenny Gaga Snob, 19 anni, emo vip super dall’alto dei suoi 19 mila amici. “La preparazione per andare a scuola dura almeno mezz’ora, un’ora e mezzo per uscire la sera. C’è il phon, c’è la piastra, c’è la lacca, c’è questa crema colorante tonalità acqua marina” rivela Jenny Gaga Snob. “Col mio ciuffo emo si possono fare fondamentalmente due cose: il pavone (i capelli laterali vengono sollevati ad apice verso l’alto) e gli spike (sempre con la lacca, si prendono i capelli che vengono avvolti fino a comporre una cresta laterale)” conclude Jenny Gaga Snob. Che su Netlog carica tantissime sue foto, l’ultima ha già ricevuto 354 commenti. “Fantastico”,  “meraviglioso”, “che stile”, “da suicidio”, “da agonia”, “la morte ti fa bello”, “morte ai truzzi, o meglio, a noi emo”, “wow! Eutanasico!”.

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