SERATA UNIVERSITARIA

Da il 4 marzo, 2012

Le due di notte, saluti dal Cikketto!

“Auauauauauauaua”. “Auauauauauauaua!”.

“La felicità di un momento può cambiare tutta una vita” mi disse Gigi il professore, 22 anni, il grande saggio, la scatola nera, il genius loci del Cikketto. Intanto che ci scolavamo il sesto cikketto alla calata della serata. Tre cikketti all’amarena due al cipresso uno al nontiscordardimé per lui; menù monotematico, sei cikketti alla boffa, per me.

“Formiamo una cover-band dei Gemelli Diversi?”. “Claudina, me la dai, per piacere?”. “Ottio che palle, scoppato!”. “Per favore per favore per favore!”. “Io te la darei pure… però poi mi fai una ricarica omnitel da 50 euro?”. “Quanto kazzo sei obsoleta. Senti Claudì, ma chi era quella maiala ke ti portavi appresso giovedì?”. “Noemi. Una mia bellissima amica”. “Le fa le orge?”. “Auauauauauauaua”. “Bahauhauahhahhauh”. “Formiamo una cover-band dei Guns’n’Roses?”. “Facciamo una cover-band di Luca Dirisio?”.

Sono un archetipo. Un ibrido archetipo mi disse ancora Gigi il professore, calandosi, che erano ormai le tre di notte, l’ottavo cikketto della serata (al gusto di doppio cheeseburger). “Magari la trovassi, una donna, una donna di cui essere totalmente succube. Una donna che mi tiranneggi con il suo apparato riproduttivo. Ma sono così rare… E poi ci lamentiamo se l’Italia va a destra”. “Coi tempi che corrono ti devi buttare sulle quindicenni” aggiunse il mio giovane amico.

Mettiamo su una cover-band dei Subsonica?”. “Mettiamo su una cover-band di death-metal con le contropalle?”. “Mi sento male, ‘nculo… c’ho l’eco”. “Alessio, come sei romantiko!”. “Simò, sei una donna inutile”. “Nutro un sentimento retroattivo nei tuoi confronti”. “Alè scusami ma mò mi sto affà le storie con un pezzo grosso dei pierre del Glass. L’ho conosciuto al Maffa. Un vero stronzo”. “Sabato al Plaza ci stava Stefano Noferini, ma non ci sono andato”. “Io ci so stato due settimane fa, e c‘era Joe T.Vannelli”. “Mi sa che la settimana prossima ci sta Coccoluto”. “Quando viene Dave Morales, kiamatemi”. “A me kiamatemi mò che ci sta Alessandra di Uomini e Donne!”. “Auauauauauauaua”.

E all’improvviso, quando ero ormai al mio decimo cikketto alla boffa (invecchiata di venti, massimo trent’anni), arrivò lui. Lui, il leader indiscusso di una one-man, one-king band. Lui che non ha mai inciso un disco in vita sua, ma è il più grande cantante di tutti i tempi. Lui che ne sa a pacchi,  ne fa a pacchi. Lui punk, lui funk, lui club, lui dub. Lui predestinato protagonista, s’è fatto un blog su Internet intitolato (D)IO. Lui che gira sempre accerchiato da stuoli di adoranti groupie.

Al Cikketto calò un silenzio di tomba. Non tintinnò più un solo cikketto aromatizzato alla fragola con i carciofini.

“Io sono il protettore dei più deboli, esalto gli umili” ci disse lui.

“Non lasciatevi ingannare dall’aurora” ci predisse lui.

Non nominate il mio nome invano per dar vita a una nuova cover-band” ci salutò, ammesso che non si trattasse di uno dei suoi mille sosia, lui.

E svanì in una nuvola gravida di amore, rum e misericordia.

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