SUN FICTION

Da il 10 febbraio, 2012

Ho ucciso il conduttore di Radio Mare perché sparava le sue canzonette del cazzo a un volume così alto che non riuscivo più ad ascoltarmi in santa pace in cuffia la pregiata musica mia.

Quando ero piccolo io, Radio Mare durava un quarto d’ora. Adesso non finisce più, dura sei ore consecutive, ti rovina un pomeriggio intero, ti stupra tutta un’esistenza. E poi si lamentano se la violenza esplode.

Io non sono affatto violento, io compro tutti i dischi del mese consigliatimi da Blow Up e il defunto conduttore di Radio Mare non me li metteva mai. I miei dischi del mese sono sempre tutti abrasivi, asimmetrici, carsici, stocastici, fantastici. Il mio giornalista preferito si chiama Christian Zingales e scrive come Alberto Arbasino e leggenda vuole che se ne sia uscito di testa calandosi troppe pallette in un rave di plenilunio avant-rock. Christian Zingales è un trasgressivo, è un istintivo, è un Dio irato più che misericordioso, come quello dell’Antico Testamento.

Christian Zingales mette 9 a Gwen Stefani e 4 ai Radiohead.

Christian Zingales mette 10 ai Mu (Giappone) e 0 ai Marlene Kuntz (Italia).

Christian Zingales dice che l’house music è la migliore musica di sempre.

A volte spaccherei la testa anche a Christian Zingales, adesso che ci penso bene.

Io che non sono un violento, sono una persona educata, mi presento. Mi chiamo Stefano, sono un bel ragazzo alternativo, vado alla spiaggia libera perché così fan tutti gli alternativi, ho 54 anni e nella vita ascolto musica.

Non mi abbronzo e non mi faccio il bagno, ve lo giuro.

I dischi del mese me li compro con la paghetta che mi passano i miei, che hanno oltre cent’anni ma che non possono morire, loro sono condannati a vivere.

Ascolto gli Oneida e i Boredoms.

Ascolto Julian Cope e i Thee Silver Mt.Zion Orchestra & Tra-La-La Band.

Ascolto Claudio Coccoluto e Marco La Sorda (me li ha consigliati Zingales, ma tanto sta per essere ammazzato, e in fondo un po’ mi dispiace).

Sono giovane e non violento e vengo al mare sempre vestito di tutto punto e non mi sfilo mai gli anfibi che indosso da quando ho cominciato a essere davvero giovane, negli anni ’70, ed ero punk, e qui al mare con me tutte le compagne portano pure loro sempre gli anfibi e io sarei un feticista del piede, del piede nudo, non del piede anfibiato, ma mi adeguo, in nome della Rivoluzione.

Sono spesso malinconico. Che tortura insensata e immane, che è la vita.

Questa strana nostalgia. Che ti prende e non se ne va più via.

Questo sentirsi sradicati, stranieri. Questo “Ma chi siamo veramente?”.

Dopo il delitto mi sono addormentato e ho sognato Christian Zingales a cavallo di un gigantesco meteorite di cellulite femminile, fasciato da un minuscolo tanga, che pioveva sulla terra decretando così la fine dell‘estate e del mondo. Poi mi sono svegliato. Liberato di ogni irragionevole tristezza. Felice, semplicemente, di esistere. Felice di essere un giovane pacifista di 54 anni. Radio Mare taceva per sempre. Sulla spiaggia ferveva una sessione di acquagym. Le ragazze erano tutte abbronzate e senza anfibi. Nell‘aria risuonava la nostra canzone. Per ore ho ballato, ubriaco di feeling, “La Gasolina”. La vita è bella.

About Maurizio Di Fazio

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