In Italia è boom di turisti internazionali

Da il 16 Maggio 2019

1,7 miliardi di euro spesi dai visitatori internazionali in Italia tra gennaio e dicembre 2018, a

fronte di 39,1 miliardi nel 2017. In aumento anche i consumi dei viaggiatori italiani all’estero: 25,5
miliardi di euro nel 2018, contro 24,6 miliardi nell’anno precedente. Nel 2018, il saldo netto della bilancia dei pagamenti turistica in Italia rimane perciò positivo e pari a
16,2 miliardi di euro, in aumento rispetto a quello registrato nel 2017 (14,6 miliardi, +10,9%). Un
risultato  generato da una crescita significativa delle entrate internazionali per turismo (+6,5%), a fronte di
una espansione più contenuta delle uscite internazionali (+3,8%).
Questo è il quadro che è emerso dalla XIX Conferenza “L’Italia e il turismo internazionale. Risultati e
tendenze per incoming e outgoing nel 2019“, organizzata da CISET, Università Ca’ Foscari di Venezia in
collaborazione con la Banca d’Italia e svoltasi a Treviso lo scorso 9 maggio
L’evento rappresenta ormai un appuntamento consolidato per gli operatori del settore, per discutere
l’evoluzione dell’Italia come meta turistica mondiale e sulle caratteristiche e il comportamento di vacanza
degli Italiani che viaggiano all’estero.
Dopo una relazione introduttiva, che ha fornito un quadro generale sulla bilancia turistica nel 2018,
gli interventi della prima parte hanno, da un lato, illustrato l’andamento dell’economia turistica
regionale nello scenario globale e l’evoluzione degli introiti turistici in Veneto e nel Nord Est. Dall’altro, hanno presentato il profilo e le preferenze del turista incoming del territorio, un turista
itinerante, dove il paesaggio come mix integrato di elementi (cultura e arte, natura, enogastronomia, tradizioni, ecc.), diventa l’attrattiva principale nella scelta della destinazione.
Nella seconda parte della mattinata una tavola rotonda ha fatto il punto sul tema delle concentrazioni turistiche e dello sviluppo territoriale.
Nella sua relazione introduttiva, Claudio Doria della Banca d’Italia ha evidenziato come nel 2018 le spese
dei viaggiatori stranieri in Italia abbiano raggiunto i 41.712 mln di euro, con un aumento del 6,5% rispetto al
2017. L’andamento è risultato più dinamico rispetto a quello registrato nel triennio precedente (crescita media del +4,6%). Andamenti positivi delle entrate turistiche sono stati registrati in tutte le macro-aree italiane di destinazione. La provincia
italiana con il maggior afflusso di entrate valutarie turistiche dall’estero si è confermata Roma (7.214 mln),
che ha segnato una crescita del 7,0%. Incrementi significativi hanno interessato anche le province di
Venezia (+6,6%), Milano (+5,4%), Firenze (+3,4%) e Napoli (+4,5%).
Guardando ai paesi di origine, aumentano i flussi di spesa provenienti sia dai paesi dell’Unione Europea
(+7,5%) sia dai paesi extra-UE (+5,2%). La Germania si conferma la nazione che alimenta le maggiori
entrate per turismo in Italia (17,0% del totale), con un aumento del +8,2% rispetto al 2017. In crescita
anche i flussi di spesa dagli Stati Uniti (+12,1%), dalla Francia (+9,0%), dal Regno Unito (+17,2%);
sostanzialmente stabili i flussi provenienti dalla Svizzera (+0,8%).
Per quanto concerne i flussi outgoing, è proseguita, sebbene con minore intensità rispetto al 2017, la
crescita delle spese sostenute dagli italiani per viaggi all’estero (25.485 mln di Euro; +3,8%). Tra le
principali destinazioni, variazioni positive hanno riguardato gli Stati Uniti (+11,4%), la Francia (+5,7%), la
Spagna (+9,6%), il Regno Unito (+4,3%), la Germania (+6,5%), mentre la Svizzera ha fatto registrare una
diminuzione (-3,4%).
Con riferimento all’economia turistica, i dati presentati da Mara Manente del CISET mostrano un’ulteriore
significativa crescita del turismo internazionale rispetto al 2017, che si è tradotta in quasi 44 miliardi di
valore aggiunto (considerando gli effetti indiretti e indotti). L’incremento di ricchezza prodotta è pari al
+5,7% reale, contro un aumento del PIL italiano di +0,85%. Le entrate per turismo internazionale, inoltre,
trainano il settore e l’intera economia nazionale, con una dinamica significativamente superiore a quella
dell’export complessivo: +6,5% contro +3,1%. Focalizzando l’attenzione sull’economia turistica regionale, la
ricchezza generata dal turismo rimane polarizzata nelle prime 5 regioni turistiche (67% della spesa dei turisti
internazionali: Lombardia, Lazio, Veneto, Toscana e, confermata anche nel 2018, Campania) e il 62% del
valore aggiunto turistico (con la sostituzione dell’Emilia Romagna alla Campania). Buone
performance anche di Basilicata, Sicilia, Campania e Calabria.

Secondo i dati forniti dall’indagine della Banca d’Italia, i turisti che vengono in Italia avendo come prima motivazione
l’enogastronomia e il turismo verde sono un mercato di nicchia (5% dei flussi incoming e 3% della spesa
per vacanza nel 2018), ma di qualità, con una dinamica di crescita interessante nell’ultimo periodo,
superiore a quella del turismo per vacanza in generale e del turismo culturale. Oltre il 60% dei turisti
proviene dai paesi confinanti con l’Italia (Austria, Germania, Francia e Svizzera), ma nella top10 entrano anche Regno Unito (12,8%) e USA (4,4%).

La stagionalità è meno accentuata rispetto alla media dei
vacanzieri, con una preferenza per la primavera e l’autunno, rispetto all’estate. La maggioranza alloggia in
strutture ricettive extralberghiere, come parte integrante dell’esperienza a destinazione (agriturismo 18%,
alloggio in affitto o b&b 11% ciascuno). Mentre il 40% sceglie l’hotel e il 15% soggiorna in strutture private
(seconde case o case di parenti o amici). Sono turisti digitali. 3 su 4 scelgono l’alloggio su Internet e, di
questi, il 70% prenota online, in particolare attraverso OTA e piattaforme di prenotazione (65,7%) oppure
direttamente presso il fornitore di servizi (via email o sul sito: 33,5%).

A fronte di un anno di crescita record per il turismo in Italia (428 mln di presenze totali
negli esercizi ricettivi, con un aumento sia delle componente domestica che di quella incoming), nei primi 50
comuni italiani si sono concentrate il 40,5% delle presenze complessive: tali comuni sono localizzati
principalmente nell’Italia settentrionale. La clientela straniera, in particolare, risulta prevalente, oltre che
grandi città turistiche, nell’area dei tre laghi principali, nel Chianti, nelle Langhe, nell’area etnea-TaorminaGiardini Naxos.

E poi nella penisola sorrentina-amalfitana e in alcune aree della Sardegna. In termini di stagionalità, i flussi domestici continuano ad evidenziare una maggiore concentrazione nei mesi estivi
rispetto alla componente incoming (rispettivamente, 52,5% e 44,9% delle relative presenze annuali nel
trimestre giugno-agosto). Significativi per l’incoming sono i mesi di maggio, settembre e ottobre. Il fattore di
picco stagionale risulta particolarmente elevato nelle coste, in alcune aree dolomitiche, e nell’Appennino
tosco-emiliano.

About Redazione

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *