Ornica, la città-albergo diffuso che rinasce grazie alle donne

Da il 4 Aprile 2019

Ornica, un piccolissimo comune in provincia di Bergamo (da cui dista 50 km), a mille metri di quota, nella Val Brembana. Oggi ci abitano 160 persone. Ma la comunità s’è inventata un argine contro questo progressivo spopolamento. Un modo intelligente e assolutamente contemporaneo di contrastarlo. Che le è valsa il soprannome, tra l’altro, di “città delle donne”.

Dal 2009 Ornica è diventata roccaforte del primo albergo diffuso della Lombardia (http://www.albergodiffusoornica.it/). D’estate soprattutto, la cittadina triplica o quadruplica così i suoi abitanti, e il turismo è ormai il vero collante di un paese che, altrimenti, morirebbe.

Tutto questo grazie all’impegno in prima linea, al pathos e alla creatività di una cooperativa tutta femminile, “Donne di montagna”.

L’ufficio è nella Pro loco. La cooperativa muliebre conta 16 socie, dai 20 ai 65 anni. Comprende casalinghe, studentesse, pensionate. Si autotassarono con mille euro a testa e prese il largo l’avventura.

“Non ci arricchiamo, ma grazie a questo albergo diffuso siamo riuscite sia a restituire vitalità a Ornica che ad assicurare un piccolo reddito integrativo alle signore del paese” ha dichiarato di recente una delle socie.

Sono sempre tutte in allerta e si attivano in base alla mole di chiamate e di arrivi previsti.

Persino le nonne danno una mano e fanno le guide.

L’idea iniziale venne a Ferdy Quarteroni, titolare di un agriturismo nella contigua Lenna. Le prime case trasformate in stanze furono fornite da cittadini residenti da tempo in terre lontane, al prezzo di offerte poco più che simboliche.

I due bar e il ristorante fanno funzione di sale-satellite per gli ospiti. In tutto, attualmente, i posti letto sono sessanta e gli alloggi dieci.

Per far breccia nell’immaginario dei turisti, sono stati creati laboratori incentrati sul lavoro del casaro e sula tosatura delle pecore, e gli asini sono tornati a essere un mezzo di trasporto effettivo, non più esotico, alla pari degli slittini. Il quadro è arricchito poi da tour delle erbe, sagre, mercatini, fienagioni in baita.

Piace questo vivere slow, a misura d’uomo e dei ritmi della natura, con cose semplici e genuine.

Un modello guardato e replicato anche all’estero.

Ornica una città delle donne in fondo lo era sempre stata: gli uomini migravano per tentare la fortuna all’estero, sul posto restavano solo le mogli, le madri, le figlie.

Adesso è il pendolarismo (verso il Bergamasco, o  la Svizzera) il problema numero 1. Ma con queste donne intrepide il futuro sorride. E in tanti vengono a scoprirla, compresi parecchi stranieri. Intellettuali, scrittori, che qui trovano una pace altrove perduta.

Ornica rinasce, grazie alle sue donne.

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